Per la Procura di Milano, quella pistola non è un dettaglio dell’inchiesta, ma l’elemento che rende particolarmente grave la posizione di Tony Boy. La pm Sara Ombra definisce “incontestabile” il reato di “detenzione di un’arma con matricola abrasa con caricatori e relative cartucce” e considera il possesso dell’arma “indicativo della elevatissima pericolosità del soggetto”.
Il trapper, 26 anni, all’anagrafe Antonio Hueber, è stato arrestato sabato a Milano e si trova nel carcere di San Vittore. Martedì mattina sarà interrogato dalla giudice per le indagini preliminari, Chiara Valori, che dovrà decidere sulla convalida dell’arresto e sulla richiesta della Procura di custodia cautelare in carcere.
Le accuse principali sono detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di una pistola con matricola abrasa. Ma nell’inchiesta sono confluite anche altre contestazioni, dopo quanto accaduto durante la perquisizione dell’abitazione: Hueber ha trasmesso in diretta su Instagram le operazioni della Polizia, mostrando anche gli agenti. Da qui la denuncia per trattamento illecito dei dati, alla quale si aggiungono quelle per resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione.
Il controllo che ha fatto scattare l’arresto è avvenuto in piazza Ferravilla, nel quartiere Città Studi. Poi gli investigatori hanno perquisito la villetta dove il trapper vive in affitto. Dentro casa hanno trovato cocaina, hashish e marijuana, oltre a un “bilancino di precisione”. Per la pm anche questo elemento sarebbe significativo nell’accusa di spaccio: la bilancia, infatti, era stata trovata nella camera da letto e non in cucina.
La scoperta più pesante, però, è stata quella dell’arma. Una Beretta calibro 6.35 con matricola abrasa, accompagnata da una cinquantina di munizioni. Secondo quanto riportato negli atti, la pistola era stata “nascosta nella stanza da letto sopra l’armadio”. Per la Procura ci sono dunque “gravi indizi di colpevolezza” anche rispetto alla detenzione ai fini di spaccio. E proprio la combinazione tra droga e arma porta la pm a ritenere concreto e attuale il rischio che Hueber possa commettere nuovamente reati, anche “con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale”.
La Procura considera la custodia cautelare in carcere “l’unica misura adeguata e proporzionata“. Sarà ora la gip a valutare se esistano le condizioni per confermare la misura e sulla base di quali esigenze cautelari. Nell’abitazione del trapper gli investigatori hanno trovato anche alcune bombole di elio. Nel giardino della villetta ce n’erano “sei bombole di elio vuote”, mentre all’interno della casa altre cinque erano “piene”. Secondo l’annotazione della Polizia, si tratta di un gas che negli ultimi tempi sarebbe stato utilizzato dai giovani come sostanza capace di provocare alterazioni psicofisiche e allucinogene.
Gli investigatori parlano di un fenomeno diffuso anche tra i minorenni, con giovani che arriverebbero a emulare personaggi conosciuti sui social “come Hueber”. Le bombole, tuttavia, non sono state sequestrate: l’elio può essere venduto liberamente. Tony Boy, che conta circa un milione di follower su Instagram, sarà assistito dall’avvocato Niccolò Vecchioni, già difensore di altri nomi noti della scena rap, tra cui Baby Gang e Simba La Rue.
Intanto l’arresto ha aperto un’altra questione, questa volta fuori dalle aule giudiziarie. Il trapper dovrebbe esibirsi il 27 agosto al Velodromo di Palermo e sul concerto si è aperto il confronto tra amministrazione comunale e organizzatori. Il sindaco Roberto Lagalla ha fatto sapere che il Comune attenderà “gli sviluppi dell’autorità giudiziaria e le determinazioni degli organizzatori”, riservandosi ogni valutazione. “La città può e deve essere aperta alla musica e ai grandi eventi, ma apertura non significa assenza di responsabilità“, ha aggiunto. Più netta la posizione dell’assessore alla Cultura Antonio Rini, che ha chiesto l’annullamento dell’esibizione e ha definito Tony Boy “non ospite gradito” della città.