In vista della manovra la maggioranza riesuma la detassazione delle tredicesime. Promessa per tre anni e mai attuata
È il giorno della marmotta. Sempre quello stesso, identico giorno in cui la maggioranza che sostiene il governo di Giorgia Meloni con un colpo di reni si slancia verso la prossima legge di Bilancio. E, nel tentativo di convincere gli elettori che una qualche forma di taglio delle tasse è alle porte anche se la pressione fiscale è ai massimi dal 2014, recupera dai cassetti l’idea di alleggerire il carico sulle tredicesime. A questo giro la vecchia promessa è stata rispolverata da Antonio Tajani, grande aficionado, che vuol “detassarle fino al 100%”, e da Marco Osnato (Fratelli d’Italia), che con un occhio più attento alle coperture ha messo sul tavolo un’imposta sostitutiva del 10 o del 15% al posto dell’Irpef ordinaria per garantire “un risparmio netto in busta paga tra 200 e 500 euro“. Dati i precedenti, il consiglio è di non aspettare Godot col fiato sospeso.
La prima stagione della saga risale al 2023. Il 2 maggio il viceministro dell’economia con delega al fisco Maurizio Leo spiega che per i lavoratori dipendenti si può “pensare che una retribuzione straordinaria come ad esempio la tredicesima” venga assoggettata “ad una tassazione più bassa per mettere più soldi nelle tasche degli italiani nell’ultimo mese dell’anno”. A giugno l’intervento entra ufficialmente nella delega fiscale, che prevede l’introduzione di un’imposta sostitutiva agevolata sulle somme corrisposte a titolo di tredicesima, straordinari e premi di produttività. Il 12 luglio i deputati leghisti in commissione Finanze Alberto Bagnai, Laura Cavandoli, Giulio Centemero e Alberto Gusmeroli festeggiano il varo della riforma, citando la detassazione delle tredicesime tra “le novità su cui si è spesa la Lega”. Il 21 agosto Tajani indica proprio la misura tra le priorità della manovra. Il 18 settembre, davanti ai primi conti, Leo è costretto ad ammettere che trovare le risorse sarebbe stato “abbastanza complesso“, assicurando però che “nel 2024 si potrà mettere a terra”.
Nel 2024 nuovo capitolo, più breve. Con il decreto Primo maggio, il governo vara un bonus da 100 euro per i lavoratori dipendenti con redditi fino a 28mila euro e almeno un figlio a carico. Leo spiega che è misura di sollievo temporanea perché l’obiettivo finale resta quello indicato dalla delega: la detassazione delle tredicesime. Ma in autunno la situazione è immutata e, ancora una volta, non se ne fa niente.
Si arriva così al 2025. L’8 settembre Tajani è certo che tra i diversi provvedimenti “si può pensare a una proposta un po’ azzardata, la detassazione della tredicesima”. Il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, il giorno dopo è possibilista: “Stiamo ragionando anche noi su questo, riteniamo che dopo il taglio del cuneo fiscale sulle buste paga dei dipendenti che guadagnano di meno ci siamo altre priorità: una è la detassazione degli incrementi di stipendio, vedremo se straordinari o tredicesime”. Alla fine, nella legge di Bilancio 2026 entra un’imposta sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni per lavoro notturno e festivo e sugli straordinari, solo per i lavoratori con reddito fino a 40mila euro. La tredicesima deve attendere.
Il prossimo 29 agosto scade la delega fiscale e il capitolo tredicesime è rimasto inattuato. Ma la maggioranza, lungi dal chiudere la partita, rilancia. Del resto la misura ha un appeal politico evidente: arriva tutta insieme in busta paga e si può raccontare come un regalo di Natale anticipato. Per i finanziamenti dovrà però competere con le promesse già inserite nella lunga lista compilata in vista dalla manovra pre-elettorale: dall’allargamento del secondo scaglione Irpef attraverso l’estensione dell’aliquota del 33% ai redditi fino a 60mila euro lordi all’abolizione del bollo auto, altro sogno di Tajani, passando per un ulteriore ampliamento della flat tax per gli autonomi che secondo la Lega andrebbe affiancata in forma strutturale da una macchinosa flat tax incrementale per tutti. Anche stavolta potrebbe non essere la volta buona.