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La spesa per interessi sul debito pubblico vola a 96,9 miliardi quest’anno e 103,7 nel 2027. Nel 2029 supera i 117 miliardi

Il debito/Pil raggiunge il 138,4% nel 2027, anche per l’effetto di cassa dei bonus edilizi. L'effetto palla di neve che si verifica quando il costo del debito è superiore alla crescita del pil nominale, resterà "avverso" per tutto il periodo
La spesa per interessi sul debito pubblico vola a 96,9 miliardi quest’anno e 103,7 nel 2027. Nel 2029 supera i 117 miliardi
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La spesa per interessi, complice la tensione sui mercati obbligazionari propagata dagli Usa e dalla Francia, balza di quasi 10 miliardi dagli 87,2 miliardi del 2025 a 96,9 miliardi quest’anno e supera la soglia dei 100 miliardi, a 103,7 nel 2027. A quantificarla è il Documento programmatico di finanza pubblica, che vede il costo del debito in continua salita anche più in là nell’orizzonte previsionale, a 112,3 miliardi nel 2028 fino a 117,2 miliardi nel 2029. In percentuale del Pil, la spesa per interessi salirebbe dal 3,8% dello scorso anno al 4,2% di quest’anno, poi al 4,3% nel 2027 e al 4,6% nei due anni successivi.

Il rapporto debito/pil è atteso, per quest’anno, al 138,1 per cento, “inferiore al valore previsto in primavera (138,6 per cento)”. Poi si manterrà su valori non superiori alle previsioni di aprile anche per gli anni successivi, per convergere sul valore previsto nello scorso Documento di finanza pubblica a fine periodo (136,3 per cento nel 2029). Questo “profilo in temporanea ascesa rispetto al 2025” prevede il suo picco il prossimo anno (138,4%). “Tale risultato è dovuto in larga parte all’impatto di cassa dei crediti di imposta connessi ai bonus edilizi, che si prevede essere massimo quest’anno”.

L’apporto della “componente snow-ball”, l’effetto palla di neve che si verifica quando il costo del debito è superiore alla crescita del pil nominale, resterà “avverso” per tutto il periodo. Tuttavia, scrive il Mef, “rispetto alle previsioni del DFP 2026, le revisioni effettuate sul livello del Pil nominale – che influisce sul punto di partenza – e le diverse prospettive di crescita nominale nell’arco previsivo considerato, più che compensando la maggiore spesa per interessi rispetto alle precedenti previsioni, favorirà una sua riduzione in media nel periodo 2026-2029, pari a due decimi di punto percentuale (da 0,9 per cento a 0,7 per cento)”.

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