Ludovico Tersigni: "Credo al destino, penso ci sia un limite alla nostra volontà" - 2/2
Per lui, lo slancio artistico è al tempo stesso “fatto di stupidità e fatalità“. Crede al destino, “ma penso ci sia una linea”. Uno sbarramento a cui si può arrivare con la volontà. Poi, però, ci sono quelli che “la mia professoressa di fisica chiamava i limiti fisici invalicabili, dove la nostra sfera di competenza è limitata o ridotta, ma si può allargare”.
Oggi, Tersigni ha trovato una sua dimensione anche grazie allo yoga: “L’ho sperimentato in un viaggio in India, attraverso la meditazione. Senza esagerare, ogni giorno, dedico mezz’ora, facendo delle posizioni, in grado di stimolare le articolazioni, la muscolatura, la respirazione – ha spiegato -. È un ottimo strumento, dovremmo provare tutti ad utilizzarlo perché ha dei risultati concreti, non soltanto sullo stato fisico, ma anche della percezione del proprio corpo e su come noi ci comportiamo con gli altri“.