Le anomalie riscontrate sui preservativi difettati: niente certificazioni e fori nella gomma - 3/4
L’indagine condotta dalle autorità governative ha portato alla luce irregolarità sistematiche e pericolose per la salute pubblica. Nella stragrande maggioranza dei casi, i preservativi finiti nel mirino della Repressione delle frodi sono stati commercializzati pur essendo totalmente privi del marchio CE o di qualunque altra certificazione europea che ne attesti i requisiti minimi di conformità e sicurezza.
Il ministero ha però segnalato un’eccezione ancora più allarmante riguardante “due marche” specifiche. Entrambe le aziende produttrici, pur avendo formalmente ottenuto il marchio CE per operare in Europa, non hanno superato i severi test fisici a campione condotti dai laboratori ministeriali. La prima marca è stata bloccata perché la struttura del profilattico è stata giudicata “a rischio di rottura” durante l’uso, mentre la seconda è finita sotto accusa per un difetto di fabbricazione macroscopico: i tecnici hanno infatti rilevato “la presenza di perforazioni” sulla superficie in lattice.