Laura Morante: "Sono quasi sempre furiosa per ciò che accade nel mondo" - 2/2
Il cinema, per Laura Morante, è arrivato più tardi: “Per me esistevano solo la danza e la scrittura”, ha rivelato. L’esordio con “Oggetti Smarriti”, poi “La tragedia di un uomo ridicolo”: “Durante il provino io e Victor Cavallo cominciamo a lanciarci pezzi di pane. Bernardo Bertolucci le disse che non aveva contezza del suo ruolo. E “aveva ragione, rispetto alla danza recitare mi sembrava una pacchia“.
Il mestiere dell’attrice ha iniziato ad amarlo dopo anni. Poi è arrivato “Bianca” con Nanni Moretti, “il produttore gli aveva detto ‘Prendi qualunque attrice, basta che non sia lei'”. In sequenza, fino a oggi, un’infinità di film. “Ho percorso la prima parte della mia carriera malgrado i produttori. Erano spesso i registi a impormi“.
Dietro la macchina da presa, invece “non sono riuscita a trovare i finanziamenti per il mio terzo film”, mentre sul set “gli uomini lavorano fino a 80 anni, per le donne i ruoli diminuiscono con l’età. È ancora difficile accettare che la protagonista possa essere una donna non giovane“. Oggi, Morante osserva il mondo con la stessa passione di quando era piccola e “sono quasi sempre furiosa. Mi sono battuta per la liberazione di Julian Assange e manifesto il mio orrore per ciò che accade a Gaza“.