Polemiche per la pista da sci sintetica più lunga d’Italia in Basilicata: “Abbattimento di mille faggi in un’area protetta”
La pista da sci sintetica più lunga d’Italia al centro delle polemiche. Ci troviamo in Basilicata, all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, “Faggeta di Monte Pierfaone”. L’inizio dei lavori per il progetto di ammodernamento del comprensorio Sellata-Pierfaone ha portato Legambiente e Wwf a denunciare “gravi criticità ambientali e procedurali”. Con il M5s in Regione e Cgil Potenza a chiedere delucidazioni sulla sostenibilità economica delle opere e i possibili risvolti sull’occupazione. Mentre le istituzioni coinvolte, il Comune di Abriola, proprietario del comprensorio e Regione Basilicata, finanziatrice delle opere, provano a rassicurare.
Il progetto, come detto, prevede innanzitutto una pista da sci sintetica, che con i suoi 480 metri sarà la più lunga d’Italia. In aggiunta una nuova seggiovia che da 1350 metri arriverà a 1500 metri, dove si collegherà alla seggiovia esistente che porta a 1737 metri, punto più alto dell’area sciistica. Ma anche una nuova struttura di servizio, ai piedi della pista, parcheggi, percorsi pedonali e nuovi servizi. Costo stimato di 8 milioni di euro, dei quali 6 attraverso il Programma Operativo Complementare del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Maggiori incertezze esistono a proposito di numerose specificità del progetto. A partire dalle particelle interessate dalle opere e dalla loro collocazione rispetto alla Zona speciale di conservazione. Per le quali esistono forti discrepanze tra la documentazione della Regione e quella del Parco. Passando al taglio degli alberi, non contemplato nel modello di screening VIncA presentato dal Comune a maggio, mentre negli atti del Comune si sostiene che è necessario. Anche se solo nel progetto forestale si specifica che saranno 951 gli alberi da abbattere.
In ogni caso, la Regione, non ha dubbi sulla bontà del progetto. “Con questo progetto cambiamo paradigma” ha detto agli inizi di luglio in occasione della presentazione il presidente della Regione Vito Bardi. “Vogliamo che sciatori, escursionisti, famiglie e atleti possano vivere ed allenarsi in montagna 365 giorni all’anno, con servizi moderni e costi accessibili”. Per la Regione le opere si configurano come “una rivoluzione verde e turistica”. Sulla quale avanza grandi perplessità Wwf Basilicata, sostenendo che “la questione centrale non è una pista sintetica. La vera questione è la progressiva compromissione di una faggeta protetta per inseguire un modello di sviluppo che appare sempre più distante dalla vocazione naturale di questo territorio”.
Per Legambiente “non sarà una pista sintetica a trasformare il comprensorio Sellata-Pierfaone in un polo turistico aperto tutto l’anno. Superando la tradizionale stagionalità invernale”, dice a ilFattoQuotidiano.it Antonio Lanorte, presidente di Legambiente Basilicata. Spiegando i “nodi” del progetto. Le tempistiche anomale e l’assenza di confronto pubblico. “l’iter autorizzatorio, dall’avvio della Vinca, a maggio 2026 al parere favorevole, a giugno, fino all’apertura dei cantieri in pieno agosto, si è concluso in meno di tre mesi”, dice Lanorte. Perplessità anche sul pesante impatto ambientale: “Ad agosto il Comune ha dato avvio all’abbattimento di 951 alberi di ontano e faggio, in un’area protetta. Un controsenso ambientale ed economico, soprattutto in piena crisi climatica”, dice ancora Lanorte. Senza contare l’esistenza di pianificazione paesaggistica obsoleta e il contrasto con le norme di salvaguardia del Parco. Motivazioni che hanno suggerito all’associazione ambientalista di rivolgersi, perché indaghi sulla questione, al ministro dell’ambiente Pichetto Fratin, alla Procura della Repubblica e al Corpo Forestale.
Ai dubbi del versante associativo ambientalista si sono aggiunti quelli, sul fronte politico, delle consigliere regionali del movimento 5 stelle, Viviana Verri e Alessia Araneo, secondo le quali è necessario verificare la fattibilità e i costi di gestione delle opere. Anche il sindacato interviene sulla questione con Vincenzo Esposito, segretario generale Cgil Potenza, il quale si chiede “quale economia per questo territorio? Quali vantaggi per il lavoro? Quali effetti sul benessere delle comunità dell’area? Quali studi sono stati fatti sugli effetti concreti della destagionalizzazione del turismo nell’ambito degli sport invernali?”.
Il dibattito, acceso, evidentemente. Con il sindaco di Abriola, Romano Triunfo, che interviene sostenendo che “il progetto prevede interventi di compensazione e reimpianto della vegetazione, con un numero di faggi da reimpiantare superiore a quelli interessati dalla rimozione”. E poi che “nessuna illegittimità è stata accertata”.