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“Oltre le guerre. Il futuro nelle nostre mani”. Quattro giorni di dibattiti e lezioni su conflitti, pace e soluzioni diplomatiche

Dall'1 al 4 ottobre l’Unione Operaia di Colonnata a Sesto Fiorentino ospita l'evento "Il coraggio della pace", in diretta streaming sul sito del Fatto Quotidiano. La scuola di Cittadinanza "Domenico De Masi" partecipa attivamente all'evento che ospiterà 80 relatori tra politici, giornalisti e figure di spicco del mondo accademico e culturale
“Oltre le guerre. Il futuro nelle nostre mani”. Quattro giorni di dibattiti e lezioni su conflitti, pace e soluzioni diplomatiche
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“Oltre le guerre. Il futuro nelle nostre mani” è il titolo della settima edizione dell’evento “Il Coraggio della Pace” promosso dall’associazione Disarma con il supporto di Cgil Toscana e Flai Cgil. Da giovedì 1 ottobre a domenica 4, a Sesto Fiorentino, saranno presenti figure di primo piano del mondo intellettuale e accademico, ma anche ottanta relatrici e relatori provenienti dal mondo sindacale e pacifista, insieme a giornalisti, politici e commentatori. L’intero evento è trasmesso in diretta streaming sul nostro sito ed è sostenuto anche dalla Scuola del Fatto: “La Scuola di Cittadinanza del Fatto Quotidiano partecipa attivamente al convegno perché il tema della pace e dei Peace Studies caratterizza numerosi corsi del nuovo anno accademico”, ha affermato Miriam Mirolla, direttrice della Scuola di cittadinanza “Domenico De Masi” del Fatto Quotidiano.

La prima giornata sarà interamente dedicata alla Palestina, con diversi interventi sulla necessità di costruire un fronte comune contro il genocidio, sul futuro delle Nazioni Unite e sul volto finanziario del genocidio, con proposte concrete per la pace. Francesca Albanese, Monsignor Giovanni Ricchiuti, Elena Basile – e molti altri – interverranno sulla situazione nella Striscia di Gaza e nei quattro giorni di dibattito gli ospiti si concentreranno su 17 focus tematici che ruotano intorno alla guerra, da diverse angolazioni. L’economista statunitense Jeffrey Sachs salirà sul palco sabato pomeriggio insieme al leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte per capire se “è possibile una nuova primavera?”. A seguire, gli avvocati Nicola Quatrano e Domenico Ciruzzi presenteranno la costituzione del Soccorso Legale Disarma, un presidio fondamentale per tutelare e non lasciare sole le persone querelate, denunciate o colpite per le proprie idee contro la guerra.

Quando si parla di pace e disarmo, il dialogo con la politica è necessario e per questo, oltre al leader dei cinque stelle, ci saranno anche Nicola Fratoianni di Avs e Goffredo Bettini in rappresentanza del Pd. “Il nostro è un monito che lanciamo a partire dall’urgenza assoluta di fermare la guerra in Ucraina e il genocidio del popolo palestinese – dichiara Claudio Grassi, coordinatore nazionale di Disarma. “Intendiamo incidere sulle scelte pubbliche mettendo al centro il tema dei temi: la pace, che significa disarmo, cambiamento della politica estera, nuovo multilateralismo”. Il programma si preannuncia fitto di appuntamenti cruciali con riflessioni anche sul ruolo dell’intelligenza artificiale nei conflitti, sulla dipendenza energetica dai combustibili fossili e sulla necessità di redistribuire le ricchezze e disarmare, oltre che gli eserciti, anche il capitale. Tutti gli approfondimenti su temi, tempi e modalità di iscrizione, sono presenti sul sito della Scuola del Fatto.

Al centro del dibattito c’è anche la guerra in Ucraina, che da più di quattro anni sta facendo emergere le fragilità dell’Europa e la necessità di sostenere la resistenza in modo diverso. Per Francesco Sylos Labini, fisico, ricercatore e docente della Scuola del Fatto Quotidiano, bisogna comprendere quale sviluppo si intenda finanziare. “Le sanzioni hanno imposto costi alla Russia, ma non hanno prodotto il rapido collasso della sua economia”, ha affermato il docente. “Destinare ingenti risorse alla difesa significa inoltre scegliere quali altre priorità — dalla transizione energetica alla ricerca e alle politiche sociali — rischiano di essere sacrificate o rinviate”. Per Labini, per costruire la pace c’è bisogno di politiche che siano in grado di perseguirla attraverso iniziative diplomatiche, proposte negoziali e garanzie di sicurezza da discutere con le parti coinvolte.
Ecco il programma completo:

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