Bruxelles risponde al governo: “Abbiamo già dato flessibilità”. Il Mef: “Prudenza, ricordiamo la Grecia”. Poi si corregge. Spread a 118
I dati disastrosi dell’inflazione – che a settembre ha toccato il 4,2% su base annua – aprono il dibattito sulla prossima legge di Bilancio. Dal ministero dell’Economia si annuncia già una manovra “difficile” e si conta su un aiuto dalla Commissione europea, a cui la premier Giorgia Meloni ha scritto per chiedere maggiore flessibilità sui limiti di spesa. Ma da Bruxelles per ora trapela freddezza: “Abbiamo già concesso flessibilità agli Stati membri”, rispondono i portavoce interpellati dai cronisti, ricordando che sulle spese per l’energia l’esecutivo Ue ha messo a disposizione un margine aggiuntivo pari allo 0,6% del Pil, di cui l’Italia ha chiesto di usufruire. “La richiesta è arrivata un paio di settimane fa ed è attualmente al vaglio della Commissione”, viene sottolineato. E a complicare il quadro si aggiunge Matteo Salvini, che a Roma, a un evento organizzato dall’associazione dei costruttori, suona la carica: “Quando si parla di scostamento non lo si fa per scassare i conti pubblici. Con l’inflazione al 4,2% devi fare una manovra importante, coraggiosa“, arringa il vicepremier e leader della Lega. Ma intanto lo spread fra Btp e Bund si è allargato, nel pomeriggio, oltre i 118 punti base, sui livelli di gennaio 2025, con il rendimento del titoli di Stato al 4,69%, sui massimi da oltre tre anni.
Leo: “Ricordate cosa è successo in Grecia tanti anni fa”
Molto diversi i toni del viceministro dell’Economia Maurizio Leo: “Con tutta sincerità vi devo dire che sarà una legge di bilancio difficile“, ammette a un incontro con la giunta di Confartigianato. “L’effetto dell’inflazione, l’effetto della tenuta dei conti pubblici, l’effetto del debito pubblico nel momento in cui noi andiamo a fare emissioni di titoli… avete visto lo spread, che abbiamo tenuto sempre sotto controllo e ora, per effetto dell’aumento dell’energia, sta arrivando a 100. Ora, speriamo che l’Unione europea capisca questa situazione e ci venga incontro, ci dia maggiore flessibilità e che questo ci dia un poco più di ossigeno nel fare degli interventi più mirati”, afferma. E avverte: “Dobbiamo veramente essere prudenti perché nel momento in cui facciamo misure un po’ più disinvolte rischiamo un tracollo per lo Stato, ricordate cosa è successo in Grecia tanti anni fa”. Poi però in una nota successiva – forse ripreso dai piani alti – aggiusta il tiro: “I conti pubblici italiani si trovano in una situazione di forte solidità, risultato del lavoro portato avanti in questi anni dal governo Meloni con prudenza, equilibrio e responsabilità. Un percorso che colloca l’Italia in una posizione migliore rispetto a quella di altri Paesi europei. Siamo assolutamente lontani anni luce, quindi, da una situazione paragonabile alla crisi vissuta dalla Grecia diversi anni fa”.
Giorgetti: “Inflazione sia considerata tra i fattori rilevanti”
Anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti risponde sul tema ai cronisti che lo incalzano alla Camera, dov’è arrivato per il voto sulla legge elettorale: la richiesta di flessibilità, dice, “era ovvia. Abbiamo fatto delle riflessioni” su una questione “puramente tecnica che però diventa di sostanza, cioè che il sentiero della spesa è un sentiero di spesa nominale. Noi lo stiamo rispettando, siamo tra i più bravi. Però il problema è che contiene un tasso di inflazione, programmato all’epoca da parte della Commissione, evidentemente molto inferiore rispetto a quello che si è verificato”. Con l’attuale tasso, sostiene, “quel sentiero di spesa diventa difficile da mantenere, ma non per noi, per tutti”: l’inflazione, quindi, “dovrebbe essere in qualche modo considerata” tra i fattori rilevanti. “È un discorso che con i colleghi abbiamo fatto, mi sono scambiato delle opinioni anche con gli altri. Vediamo cosa dirà la Commissione”.
Dall’opposizione invece morde Giuseppe Conte: “Il caro inflazione morde gli italiani, gli stipendi reali sono sempre più bassi, la situazione è disastrosa e cosa fa Giorgia Meloni? Scrive la letterina alla Commissione europea con la stessa penna con cui invece ha firmato il patto di stabilità che ci costringe a tagliare 13 miliardi l’anno“, attacca il leader M5s a margine di un evento a Roma. “Adesso chiede più flessibilità perché siamo nell’anno elettorale e ci dobbiamo accontentare anche degli sconticini che i colossi energetici graziosamente ci concedono. Serve cambiare questa politica, servono più coraggio, più determinazione e affrontare di petto il problema della crescita del paese, restituire il potere d’acquisto agli italiani e far ripartire le nostre imprese. Serve un cambio di passo decisivo. Tocca a noi”, conclude.