Don Antonio Banzato: "Omosessualità? La Chiesa distingue il piano dottrinale da quello pastorale" - 3/3
I giovani, adesso, sono spesso lontani dalla Chiesa, ma “io ho avuto lunghi dialoghi con giovani che si definivano agnostici e che, allo stesso tempo, erano profondamente interessati alla ricerca spirituale. Credo che nella Chiesa ci sia ancora molto su cui lavorare: bisogna riportare il Vangelo al centro e trovare nuovi linguaggi. Non vanno cambiati i contenuti, ma il modo di comunicarli”, ha fatto sapere il sacerdote.
Sul tema dell’omosessualità, invece: “Ci sono persone che si sono sentite ferite, giudicate o messe ai margini, e questo interpella tutti noi nella Chiesa. Come ha detto Papa Francesco: ‘Chi sono io per giudicare?’. È una frase che non banalizza il tema, ma richiama tutti a un atteggiamento di umiltà e rispetto davanti alla persona”. La distinzione, ha spiegato, è da fare sul piano dottrinale, per cui viene riconosciuto il matrimonio tra uomo e donna come sacramento, e quello pastorale, “dove uno dei principi fondamentali della dottrina sociale è la dignità inviolabile di ogni persona“.
Un’ultima riflessione: “Più che parlare di esclusione, mi piace pensare che la Chiesa sia chiamata ogni giorno a diventare sempre più uno spazio in cui ogni persona possa sentirsi guardata, amata e accompagnata, senza sconti, ma senza rifiuto”.