“Sono entrato in seminario minore e ci sono stato tre anni. Ho ricevuto tante cose belle, ma ho anche vissuto esperienze che mi hanno fatto soffrire. E quando sono uscito, l’ho fatto sbattendo la porta: avevo chiuso con Dio“. Per don Davide Banzato, 45 anni e prete che conduce “I viaggi del cuore” su Canale 5, la vocazione non è arrivata subito. È stata un percorso, una strada non priva di difficoltà. Ha sempre partecipato alla vita della parrocchia fin da piccolo, poi per un periodo si è allontanato dalla Chiesa: “Cercavo la felicità dove non potevo trovarla”, ha raccontato a Vanity Fair.
Da trent’anni, con l’organizzazione no profit “Nuovi Orizzonti”don Banzato sta vicino alle persone fragili e ai giovani. Prima di indossare l’abito talare aveva pure una relazione: “Il celibato non è facile, è una prova quotidiana. Prima di diventare sacerdote avevo una fidanzata a cui ero molto legato, pensavamo a un futuro insieme – ha spiegato -. Mentre mi avvicinavo a Dio, cercavo delle vie per aggirare questa difficoltà. La mia vocazione, però, alla fine ha prevalso. Ma credo che sia importante dire come stanno le cose, perché a volte si pensa che, una volta fatta una scelta di fede, tutto diventi automaticamente facile. Non è così, perché la vocazione non ti risparmia le prove, le domande, la fatica“.
Quella sul celibato è una discussione aperta ormai da un po’ di tempo: “Forse un giorno qualcosa potrebbe cambiare”, ha affermato don Banzato. Nelle Chiese orientali, ad esempio i sacerdoti possono sposarsi. “Da celibe un prete può dedicarsi a tempo pieno al proprio ministero, ma questo non significa automaticamente che avrebbe fatto meglio o peggio se avesse avuto una famiglia”.