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“Sempre le stesse facce, sempre gli stessi nomi. Il ‘nuovo’ non trova spazio”: Marca demolisce il calcio italiano

In un lungo articolo il noto quotidiano spagnolo ha analizzato la situazione della Nazionale e della Serie A: "Ci sono gli stessi allenatori da tempo"
“Sempre le stesse facce, sempre gli stessi nomi. Il ‘nuovo’ non trova spazio”: Marca demolisce il calcio italiano
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Fuori da tre edizioni consecutive dei Mondiali, risultati in Europa scadenti, sistema calcistico al collasso. Discorsi ormai noti e che in Italia si ripetono da più di 10 anni. Ma se fino a poco tempo fa erano temi discussi solo in territorio nazionale, adesso del crollo del calcio italiano se ne parla ampiamente anche all’estero. Ecco perché Marca, noto quotidiano sportivo spagnolo, nella mattinata del 21 agosto ha dedicato un intero articolo al tema. “L’Italia sta attraversando una grave crisi calcistica e la stagione 2026-27 inizia questo fine settimana con l’urgente necessità di una svolta radicale sotto ogni punto di vista“, si apre l’articolo in questione.

Poi il focus si sposta sul nuovo corso della Figc, con Giovanni Malagò al comando, Mancini commissario tecnico e Ranieri direttore tecnico: “La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la dirigenza della FIGC, con il suo nuovo approccio volto a riconquistare il proprio posto nella storia… ma aggrappandosi alle vecchie abitudini. Alle stesse vecchie persone. L’Italia non è riuscita a realizzare il cambiamento decisivo necessario. E il segnale più eloquente è stato il modo in cui ogni nomina di allenatore è legata al passato. Prima con Andrea Pirlo, poi con Roberto Mancini, che ha già allenato la nazionale”, si legge nel pezzo in questione.

Ciò che emerge dall’articolo di Marca, che ha deciso di pubblicare l’approfondimento in vista dell’inizio della Serie A, è il non cambiamento, con il Paese ancorato al passato da diverso tempo: “L’Italia e il calcio non hanno rotto con il loro passato, e questo sta accadendo di nuovo. Guardiola era visto come l’emblema di un cambiamento radicale, una rottura con il passato, ma come sempre, non è successo. Hanno optato per nomi familiari. Le solite vecchie facce. Le solite vecchie facce…”, si legge.

Dalla Nazionale, il focus si sposta poi sui club di Serie A, con il quotidiano spagnolo che evidenzia come girino sempre gli stessi allenatori tra le big d’Italia: “L’ esempio più lampante di questa tendenza si può osservare nelle squadre di vertice italiane. È sconcertante come gli stessi nomi di allenatori continuino a occupare le panchine dei colossi della Serie A. È un ciclo continuo, quasi un sistema di rotazione in cui il “nuovo” (chi porta idee diverse) non trova spazio. O almeno, raramente accade . Perché i nomi sono sempre gli stessi”.

E da qui l’elenco: “Antonio Conte, Sarri, Spalletti, Gasperini, Gattuso, Pioli e Allegri. Questi sono i nomi che sono apparsi più di frequente negli ultimi anni nella rotazione degli allenatori di Inter, Juventus, Milan, Napoli, Roma, Lazio e Atalanta. Un segno di invecchiamento, di stagnazione, di mancata evoluzione, che ha effetti a lungo termine, come è accaduto , conclude l’articolo prima di lanciare una frecciata verso dei settori giovanili che “non funzionano”.

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