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"I genitori mi scrivono dall'Italia perché i loro figli sono frustrati e demotivati" - 2/3

Klodjan Lamcja a Zurigo si è sentito riconosciuto. In Italia, invece, manca spesso un riconoscimento reale. Attraverso un account social aiuta i professionisti sanitari che vogliono trasferirsi. Ma non consiglia a tutti di farlo. I nodi? L'integrazione e la lingua
"I genitori mi scrivono dall'Italia perché i loro figli sono frustrati e demotivati" - 2/3
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“I genitori mi scrivono dall’Italia perché i loro figli sono frustrati e demotivati”

È proprio questo il punto che, secondo Klodjan, spinge molti sanitari a guardare verso l’estero. Lo stipendio conta, ma non è l’unico motivo. “In Italia puoi fare un master, specializzarti in un settore come l’area critica, impegnarti per migliorare professionalmente. Però alla fine spesso ti viene detto: “Bravo, hai fatto qualcosa in più”. Ma quel qualcosa in più non cambia il tuo ruolo, non cambia la tua carriera e non cambia il tuo stipendio“. Tra chi lo contatta ci sono soprattutto giovani neolaureati, spaventati dall’idea di trascorrere la propria vita lavorativa nello stesso sistema che hanno visto vivere ai colleghi più esperti. Ma arrivano anche richieste da professionisti con vent’anni di esperienza alle spalle e perfino da genitori preoccupati per il futuro dei propri figli che vogliono lavorare nel mondo della sanità. “Mi colpiscono molto i genitori che mi scrivono per chiedermi informazioni. Sono loro che cercano una soluzione perché vedono i propri figli frustrati e demotivati. Ti fa capire quanto il problema sia diventato grande”.

Eppure, secondo Klodjan, trasferirsi in Svizzera non significa semplicemente cambiare Paese e aumentare lo stipendio. Uno dei suoi obiettivi è proprio smontare alcuni luoghi comuni. Il primo riguarda il costo della vita. “La cosa che sento dire sempre è: “In Svizzera una pizza costa 25 euro, un caffè 5 euro, gli affitti sono altissimi”. È vero, il costo della vita è elevato, ma bisogna fare una proporzione. Gli stipendi sono tre volte quelli italiani perché la vita costa due volte tanto. Guadagni di più e, alla fine, riesci comunque a risparmiare”. La vera difficoltà, spiega, è un’altra: l’integrazione. “La lingua è fondamentale. Senza tedesco fai fatica a entrare davvero nel sistema. E poi integrarsi con gli svizzeri non è sempre semplice. Zurigo è una città molto internazionale, trovi italiani, tedeschi, portoghesi, spagnoli. Ma creare una vera amicizia con persone cresciute qui può essere più complicato“.

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