Suo padre Mark vanta una carriera di quasi 40 anni nel cinema. Quattro volte candidato agli Oscar e Hulk negli Avengers, due Primetime Emmy Awards e un Golden Globe in bacheca. Ma Keen Ruffalo, 25enne figlio d’arte, non aveva idea che avrebbe fatto l’attore. Anzi, si era iscritto al college per studiare design di moda, ma ha subito abbandonato. Poi, nel mezzo della pandemia, ha deciso di voler vivere sul set. “Durante il Covid ho sofferto di depressione, come molte altre persone e all’epoca mi sentivo perso – ha rivelato in un’intervista al sito americano Today –. Ho visto che la recitazione rendeva mio padre così felice, e mi sono detto: “Senti, devo provare qualcosa di nuovo”.
Adesso, è protagonista del teen drama di Prime Video “Sterling Point” in coppia con Ella Rubin. Interpreta Connor che, insieme alla gemella adottiva, svela una serie di segreti di famiglia nascosti dai loro parenti. Suo padre, però, all’inizio non era sicuro che stesse prendendo la decisione giusta. “Era tipo: ‘Sei sicuro di volerlo fare?‘”.
Dopo un’apparizione come comparsa in “Thor Ragnarok”, il film Marvel del 2017 con protagonista Mark Ruffalo nel ruolo di Hulk, la carriera del figlio d’arte è cominciata dopo una quantità infinita di audizioni: “Ogni tanto facevo qualcosa in cui c’era anche mio padre, ma si trattava di una singola scena. E comunque mi dicevano tipo: “‘Ehi, vuoi fare una scena? Devi fare il provino adesso’ – ha raccontato a Cultured Magazine -. Mio padre non voleva servire niente su un piatto d’argento a me o ai miei fratelli, semplicemente perché non è così che è stato cresciuto. Quindi ho frequentato un paio delle scuole più importanti e ho studiato diverse tecniche di recitazione”.
A quel punto, un giorno il papà Mark ha visto uno dei suoi spettacoli a teatro “e mi ha detto: ‘Ok, penso che tu sia pronto per farlo’. Ci sono voluti altri tre anni, tra lezioni continue e provini su provini, per riuscire finalmente a ottenere un ruolo. Avevo fatto probabilmente più di 100 audizioni“.