Giusy Ferreri e Taylor Swift: gli esempi di artiste contro l'AI - 2/2
Che l’intelligenza artificiale sia entrata ormai da tempo nell’industria discografica, è un dato verificabile e concreto. In primavera, l’artista generato con AI Eddie Dalton aveva scalato le classifiche fino a piazzare più brani nella top 100 iTunes, vendere più di 13mila copie e raccogliere oltre 600.000 stream mensili su Spotify. E non era un modello unico: secondo le major, sulle piattaforme circolavano già centinaia di brani fake costruiti per imitare cantanti reali con costi minimi e margini di guadagno altissimi.
Un fenomeno contro cui diversi artisti e artiste si sono impegnati a combattere. Giusy Ferreri, ad esempio, ha registrato la propria voce come marchio con una pratica ufficiale depositata all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO). La stessa decisione ha preso anche una popstar mondiale come Taylor Swift.
Ci sono anche casi in cui l’AI è stata utile e apprezzata. Nel 2023, ad esempio, Paul McCartney l’ha usata per estrarre da un vecchio nastro la demo di John Lennon e pubblicare “Now and Then” dei Beatles. In quel caso, però, il cantautore aveva chiarito che nulla fosse stato creato artificialmente e che l’intelligenza artificiale fosse stata usata solo per ripulire registrazioni esistenti.