Tutti in adolescenza hanno avuto il loro periodo di trasgressione. Anche Giovanna Mezzogiorno, che nell’estate del 1989 accompagnò i genitori, Vittorio Mezzogiorno e Cecilia Sacchi, al Festival di Taormina. L’attore promuoveva la versione cinematografica del “Mahabharata” di Peter Brook. E mentre erano in Sicilia, quando ne fiutava l’opportunità la figlia sgattaiolava fuori senza farsi vedere.
“Avevo conosciuto un gruppo di ragazzi della mia età che erano là con i genitori coinvolti nel Festival, proprio come i miei. A tarda notte, quando papà e mamma erano già in camera, uscivo di nascosto con i miei amici per inerpicarmi fino al paese dove la vita mondana imperversava: ci imbucavamo alle feste, andavamo alle cene, incontravamo le persone. Rimanendo fuori di nascosto fino a tardi, sentivo l’adrenalina della trasgressione“, ha raccontato in un’intervista a Il Messaggero.
Nessuno, al tempo, fece arrivare una soffiata ai genitori. La “proteggevano” giornalisti, colleghi dei suoi e paparazzi “che andavano tutte le notti a caccia di scoop, ma vedendo in giro a quell’ora evitavano di fotografarmi in segno di rispetto per papà”. Mezzogiorno senior, ha spiegato l’attrice, era molto severo: “Fino ai 18 anni non ho avuto il permesso di uscire la sera mentre i miei amici più giovani potevano fare tardi senza problemi. Papà era rigoroso e pretendeva che lo fossero anche gli altri”.
Le regole le faceva il padre “ed erano strette, anche se i miei si sono sempre fidati di me”. Lei, come tutte le ragazze e i ragazzi, si ribellava alla restrizioni: “Per un’adolescente è normale non accettare le imposizioni – ha ricordato -. Mi piaceva e mi piace anche ora stare in mezzo alla gente. Avevo preso dai miei genitori, del resto, che avevano una vita sociale molto intensa”.