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“Mio padre era rigoroso, fino ai 18 anni non ho avuto il permesso di uscire la sera. In vacanza aspettavo che i miei andassero a dormire per imbucarmi ai party. Era l’adrenalina della trasgressione”: così Giovanna Mezzogiorno

L'attrice ripercorre le fughe notturne da adolescente durante il Festival di Taormina, "protetta" dai paparazzi per rispetto del padre. E sul ruolo di madre: "Non sono rigorosa, ma i miei figli non scalpitano per fare tardi"

di Redazione FqMagazine
“Mio padre era rigoroso, fino ai 18 anni non ho avuto il permesso di uscire la sera. In vacanza aspettavo che i miei andassero a dormire per imbucarmi ai party. Era l’adrenalina della trasgressione”: così Giovanna Mezzogiorno

Tutti in adolescenza hanno avuto il loro periodo di trasgressione. Anche Giovanna Mezzogiorno, che nell’estate del 1989 accompagnò i genitori, Vittorio Mezzogiorno e Cecilia Sacchi, al Festival di Taormina. L’attore promuoveva la versione cinematografica del “Mahabharata” di Peter Brook. E mentre erano in Sicilia, quando ne fiutava l’opportunità la figlia sgattaiolava fuori senza farsi vedere.

“Avevo conosciuto un gruppo di ragazzi della mia età che erano là con i genitori coinvolti nel Festival, proprio come i miei. A tarda notte, quando papà e mamma erano già in camera, uscivo di nascosto con i miei amici per inerpicarmi fino al paese dove la vita mondana imperversava: ci imbucavamo alle feste, andavamo alle cene, incontravamo le persone. Rimanendo fuori di nascosto fino a tardi, sentivo l’adrenalina della trasgressione“, ha raccontato in un’intervista a Il Messaggero.

Nessuno, al tempo, fece arrivare una soffiata ai genitori. La “proteggevano” giornalisti, colleghi dei suoi e paparazzi “che andavano tutte le notti a caccia di scoop, ma vedendo in giro a quell’ora evitavano di fotografarmi in segno di rispetto per papà”. Mezzogiorno senior, ha spiegato l’attrice, era molto severo: “Fino ai 18 anni non ho avuto il permesso di uscire la sera mentre i miei amici più giovani potevano fare tardi senza problemi. Papà era rigoroso e pretendeva che lo fossero anche gli altri”.

Le regole le faceva il padre “ed erano strette, anche se i miei si sono sempre fidati di me”. Lei, come tutte le ragazze e i ragazzi, si ribellava alla restrizioni: “Per un’adolescente è normale non accettare le imposizioni – ha ricordato -. Mi piaceva e mi piace anche ora stare in mezzo alla gente. Avevo preso dai miei genitori, del resto, che avevano una vita sociale molto intensa”.

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