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Terremoto in Colombia, almeno 224 morti. Continuano le ricerche sotto le macerie: 2700 dispersi

Coprifuoco a Pereira e Cali. Usa, Ue e Venezuela annunciano l'invio di aiuti. Registrate 47 scosse di assestamento, il Servizio Geologico colombiano: "Probabile che ce ne saranno altre"
Terremoto in Colombia, almeno 224 morti. Continuano le ricerche sotto le macerie: 2700 dispersi
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Dopo il violento terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia ieri, sono almeno 224 i morti, oltre 900 i feriti e 2.700 i dispersi. Crollati 86 edifici, mentre sono sei gli aeroporti la cui operatività è stata sospesa. Il settimo, l’aeroporto internazionale Alfonso Bonilla Aragón che serve la città di Cali, ha ripreso le normali operazioni a seguito del “ripristino completo dell’energia elettrica”. Il Servizio Geologico colombiano ha registrato 47 scosse di assestamento di magnitudo massima di 4.8 e avverte che è probabile che ce ne saranno altre: “Possono durare giorni, settimane o persino mesi, poiché l’energia continua a essere rilasciata fino a quando le aree circostanti la zona di rottura del terremoto principale non raggiungono nuovamente l’equilibrio”, si legge in un post pubblicato su X. Allerta rossa in cinque capitali dipartimentali: Pereira, Cali, Quibdó, Manizales e Armenia. Sospese due partite internazionali di Copa Libertadores e Copa Sudamericana l’11 e il 12 agosto.

Coprifuoco a Pereira e Cali

A Pereira i morti accertati sono 60, mentre sedici persone sono state salvate da un impianto della funivia – mezzo di trasporto pubblico molto diffuso in Colombia, adesso sospeso fino a nuova comunicazione – in cui si trovavano al momento della scossa e da cui sono stati evacuati dopo circa sei ore. Nella città le scuole resteranno chiuse “fino a nuovo avviso” ed è stato dichiarato il coprifuoco.

Anche a Cali il sindaco Alejandro Eder ha introdotto il coprifuoco dalle 20:00 di lunedì alle 6:00 di martedì e militarizzato la città per gestire l’emergenza e garantire la sicurezza. “Abbiamo allarmi e minacce di saccheggi in vari punti della città. In questo momento, la nostra priorità è proteggere i cittadini e garantire che i soccorritori possano continuare le operazioni di salvataggio dopo il sisma”, ha dichiarato Eder su X. Il primo cittadino ha ribadito la necessità di non ostacolare i soccorsi: “Cittadini di Cali: queste prime 48 ore sono critiche. Abbiamo bisogno che i soccorritori possano lavorare e che possiamo raggiungere le persone che sono ancora intrappolate”. Ha infine lanciato un appello alla solidarietà, confermando che le donazioni continuano a essere raccolte nella Plazoleta Jairo Varela e tramite la Croce Rossa. Il presidente della Colombia Abelardo de la Espriella, recatosi a Cali, ha dichiarato: “La nostra preoccupazione maggiore riguarda senza dubbio le 188 persone disperse; è proprio su questo aspetto che concentreremo gli sforzi dello Stato”, ha detto De La Espriella. Nella giornata di oggi, Eder ha diffuso un bollettino locale di 5mila abitazioni danneggiate, 85 vittime, circa 885 feriti, almeno 40 edifici di cui tre ospedali crollati, 18 danneggiati e 39 scuole colpite. Polizia ed esercito pattuglieranno i settori più danneggiati dal sisma, mentre per gli ospedali è stata dichiarata l’allerta rossa ed è stato proclamato lo stato di calamità pubblica. In attesa di ripristinare i servizi, i medici stanno assistendo i pazienti in tende allestite nei giardini dell’ospedale, mentre sono stati temporaneamente riprogrammati gli interventi chirurgici, le visite ambulatoriali e le prestazioni non urgenti per garantire il soccorso delle persone colpite dal sisma.

Il primo cittadino è stato aggredito in strada mentre era impegnato nell’assistenza della popolazione. Lo ha riportato il settimanale colombiano Semana: come si vede in un video, il primo cittadino ha iniziato a essere contestato ed è stato allontanato dalla zona dalla sua scorta, ma proprio in quel momento gli è stata lanciata una pietra che lo ha colpito alla testa. Le autorità stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza per identificare i responsabili dell’aggressione.

Il presidente De la Espriella si è recato anche a Quibdo, capitale del Chocó, epicentro del sisma, e ha affermato di aver mobilitato “l’intero apparato militare e di polizia” per intervenire, schierando ingegneri, soccorritori e cani da ricerca. Ha inoltre annunciato sussidi per l’affitto per chi ha avuto danni alla propria casa, in attesa delle riparazioni. “Il Chocó non sarà mai più l’isola dei dimenticati”, ha assicurato il presidente.

Aiuti umanitari da Usa, Venezuela e Ue

Diversi Paesi si sono attivati a sostegno della Colombia colpita dal terremoto. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato lo stanziamento di aiuti per 15,5 milioni di dollari a favore della Colombia “per alloggi di emergenza, generi alimentari, misure di protezione e valutazioni dei danni sismici”, mentre il Venezuela, colpito a sua volta da due forti scosse lo scorso giugno, ha annunciato l’attivazione di meccanismi per l’invio di aiuti umanitari e l’invio di squadre specializzate per le operazioni di ricerca e soccorso, in particolare per individuare eventuali persone ancora intrappolate sotto le macerie. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, su X ha dichiarato che “la popolazione della Colombia può contare sul nostro sostegno in questo momento difficile”. Anche l’Ue ha contribuito alla gestione dell’emergenza, come fa sapere una portavoce della Commissione europea: “Abbiamo già fornito i primi aiuti rapidi tramite il nostro partner sul campo, la Croce Rossa tedesca, e abbiamo riallocato 100.000 euro per i primi soccorsi nella regione del Chocó. Abbiamo inoltre attivato il nostro sistema di mappatura satellitare Copernicus, che può aiutare a valutare l’entità del disastro e a supportare le autorità colombiane. Siamo in contatto con le autorità colombiane, che hanno ovviamente attivato il nostro meccanismo di protezione civile”, ha spiegato.

Gli aiuti arrivano anche dall’interno del Paese: il governo colombiano ha annunciato l’invio immediato di carburante a Pereira e nel dipartimento di Risaralda per garantire il funzionamento dei generatori della rete ospedaliera privata, oltre a un generatore da 250 cavalli per l’ospedale Santa Monica, altre autobotti e medicinali. Il ministro dell’Interno Rodrigo Lara ha annunciato un sopralluogo a Pereira insieme al governatore di Risaralda e in coordinamento con il sindaco, per una valutazione più precisa dei danni provocati dal sisma. L’obiettivo, ha spiegato Lara, è garantire la continuità dei servizi essenziali e rafforzare l’assistenza alla popolazione colpita dall’emergenza. Il presidente del Senato, Honorio Henríquez, ha inoltre lanciato un appello sui social invitando i membri del Congresso a donare lo stipendio di un mese per sostenere le famiglie colpite dal terremoto. Henríquez ha annunciato la formazione immediata di una commissione bicamerale di monitoraggio e sostegno, che eserciterà una supervisione politica sulla risposta istituzionale ai danni causati dal terremoto. “La Colombia ha bisogno che siamo uniti”, ha detto.

Save the Children e Cesvi: “Supportare bambini e famiglie”

Si fanno sentire anche le Ong, che mettono l’accento sull’impatto del sisma su famiglie e bambini. “Sebbene l’entità totale dei danni sia ancora in fase di valutazione, un terremoto può sconvolgere la vita di un bambino in un istante. Dopo un evento catastrofico come questo, i più piccoli devono affrontare gravi rischi per la loro sicurezza, il loro benessere e l’accesso ai servizi essenziali. Le comunità stanno attualmente affrontando disagi e incertezze”, ha dichiarato Maria Mercedes Liévano, Direttrice di Save the Children Colombia. “I bambini sono tra le persone più vulnerabili quando si verificano terremoti e devono affrontare rischi per la loro salute, la loro protezione e il loro benessere”, ha continuato Save the Children, che opera nel Paese da 40 anni. “Mentre proseguono gli interventi di soccorso, c’è un’urgente necessità di assistenza e sostegno salvavita per soccorrere i sopravvissuti e aiutare i bambini e le famiglie a far fronte ai loro bisogni immediati nei giorni e nelle settimane a venire”.

Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi, ha dichiarato che l’organizzazione sta valutando un intervento per la protezione dell’infanzia e delle donne e il supporto psicosociale alle comunità colpite. “In queste prime ore la priorità assoluta è salvare le persone ancora intrappolate e garantire assistenza ai feriti. Sappiamo per esperienza che gli effetti di un terremoto non finiscono quando terminano le operazioni di soccorso. Nelle settimane e nei mesi successivi donne, bambini e famiglie che hanno perso la casa, i propri cari e i punti di riferimento quotidiani potranno trovarsi in condizioni di estrema vulnerabilità”, ha dichiarato.

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