Bernardini De Pace: "Non c'è nulla da vincere o perdere sulla pelle di una bambina" - 2/3
L’ufficio stampa di Del Vecchio ha definito così il provvedimento provvisorio fino a settembre: “La decisione odierna consente di archiviare le ricostruzioni e le accuse circolate nelle ultime settimane nei confronti di Leonardo Maria Del Vecchio, comprese quelle che ne avevano messo in discussione l’affidabilità come padre. Alla luce dell’assetto stabilito dal giudice, tali rappresentazioni risultano oggi smentite nei fatti dalla decisione assunta, che riconosce a Del Vecchio il suo ruolo genitoriale nella quotidianità della figlia”.
Toni più duri dai legali dell’imprenditore: “‘È inaudito che si possa fare scempio della professione in questi termini, scrivendo in un atto giudiziario che una figlia sia in pericolo di vita quando è in compagnia del padre, invocare provvedimenti urgenti ed emergenziali, e poi allo show down fare impunemente retromarcia. Non può tollerarsi la libertà di diffamare neanche per decani della professione”.
Alle critiche mosse dagli avvocati di Del Vecchio, Annamaria Bernardini De Pace, ha risposto ricordando i fatti: “Questo accordo lo ha voluto per primo il curatore, Sara Soldati è stata subito d’accordo e anche Del Vecchio, ma non lo voleva Daniela Missaglia, ora vuol far vedere che ha vinto? Qui non si vince e non si perde perché non c’è nulla da vincere sulla pelle di una bambina”, ha spiegato. E ancora: “Citando Paul Valéry dico che ‘Quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore ed è quello che stanno facendo, ma non si combatte così rudemente quando c’è una bambina di mezzo. Chi se ne frega chi ha vinto…c’è una bimba salvata”.