Il culto degli dèi e le persecuzioni: la storia di San Lorenzo - 2/3
L’imperatore Valeriano, Pontefice Massimo e capo supremo della religione pagana di Roma (ndr. cenni sul paganesimo in Italia li trovi nel mio articolo sull’acqua di San Giovanni), vedeva nel culto degli dèi come Giove e Marte il vero ed unico pilastro dell’identità e della forza dello Stato romano. Era profondamente convinto che le invasioni barbariche, delle pestilenze e la crisi economica di Roma in quel tempo fossero la prova che gli dèi erano arrabbiati con la città e i suoi abitanti. I cristiani ai suoi occhi erano considerati atei perché non credevano negli dèi visibili e ufficiali dello Stato e si rifiutavano di compiere rituali che includevano sacrifici.
Nel 257 d.C., nel suo primo editto, Valeriano ordinò ai leader cristiani di abbracciare esclusivamente la religione romana partecipando anche alle cerimonie pagane. Ad un anno dal loro rifiuto, nel 258 d.C., emanò un editto durissimo in cui ordinava che tutti i vescovi, presbiteri e diaconi cristiani venissero messi a morte: colpiva così i leader per piegare il popolo al suo volere. Questa decisione venne presa anche per un motivo economico: all’epoca Valeriano era in guerra contro la Persia e mantenere l’intero apparato militare richiedeva somme astronomiche che lui non aveva. Al contrario la Chiesa cristiana, nel giro di pochi secoli di vita, aveva accumulato ingenti ricchezze distribuite tra terreni, immobili e denaro, grazie alle donazioni dei fedeli benestanti.
Colpì quindi i vertici del clero, come Papa Sisto II e i diaconi, che amministravano le finanze, per rimpinguare i conti dello Stato romano. Il 6 agosto di quell’anno furono catturati e uccisi, proprio pochi giorni prima di San Lorenzo. Lorenzo non fu il solo ad essere nominato santo e martire, ma fu quello più ricordato perché era l’arcidiacono (capo dei diaconi), braccio destro del Papa e gestore ufficiale delle finanze, e per questo l’attenzione fu principalmente focalizzata su di lui. A differenza del Papa e dei diaconi uccisi per decapitazione prima di lui, si racconta nella tradizione popolare che Lorenzo fu condannato ad una lenta morte il 10 agosto del 258 d.C., arso vivo su una graticola schernendo i suoi aguzzini mentre bruciava. E questo lo trasformò in un eroe leggendario.
Il 10 agosto coincide con il picco dello sciame meteorico delle Perseidi, che rilasciano nel cielo lampi luminosi che appaiono come lacrime lucenti e che ricordano il martirio di Lorenzo e degli altri diaconi.