La notte di San Lorenzo è un po’ come dire “m’ama non m’ama”: cercando nel fitto blu del cielo una stella cadente, si finisce per sfogliare i petali di una margherita. Affidiamo sogni e desideri alla magnificenza dell’universo, a ciò che di più misterioso vi è racchiuso; qualcosa che crea nelle nostre menti l’idea che tutto possa realizzarsi semplicemente osservando la traiettoria di una stella.
Diciamoci la verità: tutti, ma proprio tutti, quando non sanno più a che santo votarsi alzano lo sguardo al cielo chiedendo alle stelle di aiutarci. Stavolta, però, il santo per “l’aiutino da casa” ce l’abbiamo davvero! Un santo che, facendo passare la riuscita di un nostro desiderio come opera delle stelle, illumina i cuori e le nostre menti di speranza verso qualcosa che possa cambiare il corso del nostro destino, materializzando per noi ciò che ancora non siamo stati in grado di creare.
Sfatiamo subito un mito: no, le stelle non cadono davvero. E qui la magia nel nostro inconscio si sgretola! Ciò che accade realmente è che, nelle calde notti stellate di agosto, il nostro pianeta Terra attraversa una scia di polveri e piccoli detriti lasciati dalla cometa Swift-Tuttle.
Questi frammenti si incendiano a contatto con la nostra atmosfera, creando quell’effetto di lampi di luce che noi chiamiamo stelle cadenti. La tradizione popolare accosta queste scie luminose alle lacrime del santo, a cui si possono affidare i desideri nella speranza che vengano esauditi.