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Maldini 'sgrida' il calcio italiano: "Vogliamo renderci conto che il nostro calcio ha perso competitività nei confronti di nazioni che ci sono sempre state inferiori?" - 3/4

L'ex direttore tecnico della Nazionale ha raccontato la propria versione su come sono andate le cose in quei 16 giorni con il presidente della Figc: "Non si trattava solo di rilanciare la Nazionale. C'era da rifondare il calcio italiano"
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Maldini ‘sgrida’ il calcio italiano: “Vogliamo renderci conto che il nostro calcio ha perso competitività nei confronti di nazioni che ci sono sempre state inferiori?”

Al loro posto sono arrivati Roberto Mancini e Claudio Ranieri, scelti direttamente da Malagò per costruire la nuova Nazionale. Una svolta che ha chiuso definitivamente il breve e tormentato capitolo del progetto Maldini. “Non sono attaccato alla poltrona. Mi sento molto libero nelle mie scelte. Grazie a Dio non ho necessità economiche. Quello che mi porta ad accettare i ruoli è la possibilità di eseguirli, di dare il mio contributo”. Un contributo che avrebbe riguardato vari aspetti e vari ambiti, a partire da Coverciano, che Maldini definisce “spento”, passando per le squadre giovanili, i dilettanti, il futsal, qualsiasi ambito tocchi l’Italia. “Vogliamo renderci conto che il nostro calcio ha perso competitività, non soltanto nei confronti delle grandi, ma anche di nazioni che ci sono sempre state inferiori? Siamo consapevoli o no che dobbiamo rivedere tutto, dalle strutture alla cultura?”, ha tuonato Maldini.

E a chi lo accusa di “amichettismo” quando si parla della scelta di Pirlo come ct, Maldini risponde così: “Io sono amico di Pirlo, è vero. Sono amico di Ancelotti. Ma sono amico anche di Mancini e di Conte, certo con frequentazioni diverse. Ci conosciamo da decenni, abbiamo giocato contro, e abbiamo giocato insieme in Nazionale. Con Mancini siamo arrivati in semifinale all’Europeo del 1988, quello di Van Basten, e al Mondiale di Italia ’90. Con Conte siamo arrivati in finale ai Mondiali del 1994 e all’Europeo del 2000. Ma non scelgo le persone perché sono mie amiche. Scelgo le persone che al momento mi sembrano più valide per il progetto da sviluppare“.

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