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Caos Nazionale, Maldini su Guardiola: "Era tentato e vicino ad accettare, ma è stanco. Vuole riposarsi" - 2/4

L'ex direttore tecnico della Nazionale ha raccontato la propria versione su come sono andate le cose in quei 16 giorni con il presidente della Figc: "Non si trattava solo di rilanciare la Nazionale. C'era da rifondare il calcio italiano"
Caos Nazionale, Maldini su Guardiola: "Era tentato e vicino ad accettare, ma è stanco. Vuole riposarsi" - 2/4
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Caos Nazionale, Maldini su Guardiola: “Era tentato e vicino ad accettare, ma è stanco. Vuole riposarsi”

Pirlo era stato scelto dopo aver valutato anche altri profili e aver sondato persino Carlo Ancelotti e Pep Guardiola. “Attraverso qualche amico aveva manifestato l’idea di allenare una Nazionale. Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli…”, ha raccontato Maldini a proposito di Guardiola, spiegando poi che ha rifiutato perché “è stanco. Viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi“. In lista c’erano anche altri due allenatori giovani: “Daniele De Rossi e Fabio Grosso. Tre campioni del mondo. Ma il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l’hanno portato all’elezione, con l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di Serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi”.

Poi tutto è precipitato. La scoperta della collaborazione di Pirlo con Fonbet, agenzia russa di scommesse, ha aperto un caso politico e mediatico che ha messo in discussione la sua candidatura. “Di sicuro lo si è cavalcato in modo assolutamente esagerato. Pirlo era disposto a chiudere i rapporti con la Bet company russa. È una persona correttissima, non meritava questo clamore. Hanno tirato fuori il codice etico, il decreto dignità. Ma se ci fosse stata la reale volontà di farlo firmare come ct, non ci sarebbero stati ostacoli legali“, ha spiegato Maldini.

Scelta poi non avallata da Malagò, che inizialmente aveva lasciato carta bianca a Maldini e Leonardo nella scelta del ct, prima di cambiare idea dopo il caso Pirlo. “Da oggi l’allenatore lo decido io. Da oggi cambiano le regole: io decido il ct e voi avallate”, è la frase che Maldini attribuisce al presidente federale nella telefonata che ha preceduto le dimissioni sue e di Leonardo. “Ma se ho una mansione, se ho una responsabilità, e intendo esercitarle, questo è un discorso inaccettabile“, spiega Maldini.

Ventiquattro ore dopo, lui e Leonardo hanno rinunciato all’incarico, ancora prima dell’inizio ufficiale del contratto. Una separazione che Malagò aveva definito amichevole, nel rispetto dei ruoli. “C’era un rapporto basato sulla fiducia. Se fai una scelta poi la devi difendere. Se racconti quel che pensavi di creare, la scelta si capisce un po’ di più. Faccia il confronto con il campionato italiano di venti o trent’anni fa”, ha spiegato l’ex capitano del Milan.

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