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Bottas: “Ultima gara a Imola? Non mi esalta, fa freddo e poi ci sono le tasse italiane”. Verstappen lo gela: “Il fisco non è un problema, basta pagare”

Il tema è quello del calendario: i Gp di Qatar e Abu Dhabi sono ancora in programma, ma se la situazione in Medio Oriente non dovesse migliorare, il campionato potrebbe chiudersi in Italia
Bottas: “Ultima gara a Imola? Non mi esalta, fa freddo e poi ci sono le tasse italiane”. Verstappen lo gela: “Il fisco non è un problema, basta pagare”
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Il freddo di dicembre, la nebbia mattutina e anche la questione fiscale. Sono questi alcuni dei motivi per cui Valtteri Bottas non sembra particolarmente attratto dall’ipotesi di chiudere la stagione di Formula 1 a Imola. Il circuito italiano, estromesso dal calendario 2026, è infatti una delle alternative sul tavolo nel caso in cui gli ultimi appuntamenti in Medio Oriente dovessero saltare a causa dell’instabilità geopolitica. “Non mi entusiasma l’idea di correre a Imola a dicembre – ha puntualizzato il pilota della Cadillac -. So che il meteo, in quel periodo, non è bello: c’è nebbia la mattina, il sole tramonta presto e le temperature sono basse. Inoltre, avete sentito la storia delle tasse da pagare in Italia? Nessun pilota vuole correre in Italia per quello che è successo negli ultimi mesi“. Immediata la risposta, come sempre diretta, da parte di Max Verstappen: “Ci sono posti peggiori di Imola in cui stare durante l’inverno. Quindi sì, farà un po’ più freddo. E ovviamente farà buio un po’ prima, ma penso che siamo tutti abbastanza intelligenti da assicurarci di non guidare al buio. Non c’è alcun problema fiscale. Basta pagare le tasse“.

Il riferimento è al recupero fiscale effettuato dalla Guardia di Finanza lo scorso aprile, quando sono emersi quasi 100 milioni di euro di imposte sui redditi non versate da piloti stranieri in relazione ai Gran Premi disputati in Italia negli ultimi sette anni. Nel mirino erano finiti gli appuntamenti di Imola, Monza e Mugello. Secondo la normativa italiana, i piloti che non gareggiano per le scuderie italiane, con Ferrari e Racing Bulls tra le eccezioni citate, vengono considerati a tutti gli effetti lavoratori autonomi. Di conseguenza, le squadre sono chiamate a trattenere una quota dei compensi e a versarla all’erario per conto dei piloti. Il recupero delle somme relative agli anni precedenti è già avvenuto in primavera, ma un ulteriore Gran Premio disputato in Italia comporterebbe nuovi obblighi fiscali.

Bottas, dal canto suo, ritiene che la situazione possa influire sull’orientamento dei piloti rispetto all’eventuale trasferimento in Romagna. “Da quanto so, al momento, si dovrebbe gareggiare in Qatar e Abu Dhabi – ha concluso Bottas -. Non credo che la F1 accetti di correre il rischio per tutte le persone potenzialmente coinvolte. E poi ad Abu Dhabi non ci sono tasse da pagare, giusto? E credo che tutti preferirebbero correre in un posto più caldo“. Intanto la situazione del calendario resta quindi da monitorare. Il ritorno della F1 a Sepang, in Malesia, consentirà di recuperare il Gran Premio cancellato in Bahrain ad aprile, mentre l’appuntamento già previsto in Arabia Saudita è stato definitivamente abbandonato. Restano così Qatar e Abu Dhabi, entrambi ancora sotto osservazione qualora le condizioni nell’area mediorientale non dovessero migliorare.

La Formula 1 avrebbe comunque già individuato una soluzione alternativa: riportare il campionato a Imola e disputare sul circuito Enzo e Dino Ferrari l’ultima gara della stagione. L’obiettivo sarebbe arrivare almeno a 22 Gran Premi, soglia considerata necessaria per rispettare gli impegni previsti dai contratti con sponsor e televisioni. In Romagna, intanto, l’autodromo si starebbe preparando in parallelo con Abu Dhabi. Il circuito degli Emirati continua infatti le attività di promozione e la vendita dei biglietti, mentre Imola resta pronta nel caso in cui si rendesse necessario un cambio di programma.

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