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Guardiola non sarà il prossimo ct dell’Italia. Il messaggio a Maldini: “No grazie, non me la sento”. Tutte le altenative

Non è bastato il tentativo di convincimento della Figc negli ultimi giorni: l'ex Manchester City ha declinato la proposta soprattutto per motivi personali. Vuole riposarsi dopo anni intensi
Guardiola non sarà il prossimo ct dell’Italia. Il messaggio a Maldini: “No grazie, non me la sento”. Tutte le altenative
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Alla fine il tanto atteso sì non è arrivato. Pep Guardiola ha deciso di declinare la proposta della FIGC e non sarà il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Una scelta maturata dopo giorni di riflessione e comunicata con grande rispetto nei confronti di Paolo Maldini e Leonardo – riporta La Gazzetta dello Sport – che avevano individuato nel tecnico catalano il profilo ideale per aprire un nuovo ciclo azzurro.

Secondo quanto riportato, Guardiola avrebbe ringraziato per la fiducia ricevuta, spiegando però di non sentirsi pronto ad accettare l’incarico in questo momento: “No grazie, ma non me la sento”, avrebbe spiegato l’ex Manchester City. Una risposta tutt’altro che scontata, considerando l’interesse mostrato nei confronti del progetto. L’ex allenatore del Manchester City, infatti, avrebbe preso in seria considerazione l’ipotesi di sedersi sulla panchina dell’Italia, immaginandosi anche in un ruolo mai ricoperto prima nella sua carriera.

In realtà, però, la decisione di fermarsi era stata presa già da tempo. Dopo dieci stagioni alla guida del Manchester City, Guardiola aveva scelto di concedersi una pausa dal calcio e soltanto una proposta di grande prestigio avrebbe potuto convincerlo a rimettersi subito in gioco. La chiamata di Maldini e Leonardo è stata una di quelle capaci di farlo vacillare, ma non abbastanza da cambiare i suoi programmi. A pesare sulla scelta sono stati soprattutto motivi personali. Guardiola sente il bisogno di fermarsi per un po’, trascorrere più tempo con la famiglia e recuperare energie dopo anni vissuti senza sosta ai massimi livelli del calcio europeo.

C’è poi anche un aspetto strettamente professionale. Il tecnico catalano si è sempre definito un “malato di calcio” e, pur affidandosi al proprio staff, ama seguire ogni dettaglio del lavoro quotidiano. L’idea di ricoprire il ruolo di commissario tecnico, con lunghi periodi lontano dal campo e un’attività diversa rispetto a quella di allenatore di club, non lo ha convinto fino in fondo. Nel corso dei colloqui avrebbe ribadito un concetto molto chiaro: se deve affrontare una nuova sfida, vuole poterlo fare con il massimo coinvolgimento e senza compromessi.

A influire è stato anche il rispetto nei confronti dell’Italia e di Paolo Maldini, con il quale è legato da un rapporto di grande stima (e con cui potrebbe incontrarsi al matrimonio di Donnarumma). Il direttore tecnico azzurro gli aveva prospettato un progetto di lunga durata, immaginando un percorso di otto o dieci anni. Proprio questa prospettiva, però, ha rafforzato la convinzione di Guardiola: oggi desidera staccare dal calcio, ma non esclude che tra qualche mese possa tornare ad allenare un club. Per questo ha preferito essere sincero fin dall’inizio, senza arrivare neppure a discutere degli aspetti economici della proposta.

Archiviata definitivamente la pista Guardiola, la FIGC è pronta a concentrarsi sull’alternativa principale. In cima alla lista di Maldini e Leonardo c’è Andrea Pirlo, considerato il profilo giusto per inaugurare una nuova fase tecnica e culturale della Nazionale. Sullo sfondo anche Mancini, che però ha rivelato di non aver avuto contatti in precedenza. I club di Serie A vogliono Conte, che però oggi per vari motivi sembra essere indietro. I tempi sono stretti: tra circa otto settimane inizierà la Nations League, mentre all’orizzonte c’è l’Europeo del 2028, primo passo di un percorso che dovrà portare l’Italia ai Mondiali del 2030. L’obiettivo resta quello di costruire un progetto stabile e duraturo, evitando nuovi cambi di direzione lungo il cammino.

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