Silvana Coveri: "La musa di mio fratello era Marta Marzotto" - 2/2
“A dipingere gli anni Ottanta a toni sgargianti è stato lui, – ha detto Silvana Coveri a Il Corriere della Sera – il primo a sdoganare il colore dal pregiudizio di non avere qualità ‘intellettuali’. Per Enrico non era un pigmento, ma uno stato d’animo, segnale pulsante di vita, dinamismo, allegria. Tanti oggi, anche indirettamente, si ispirano alla sua eredità. Chi avrebbe mai immaginato le Vuitton colorate? Invece eccole, regine del mercato”.
Coveri ha vestito le celebrità del cinema e del jet-set ma “Marta Marzotto era sua musa, alter ego, amica del cuore; donna solare, ironica, in continua evoluzione, eccentrica per vocazione”.