Enrico Coveri – morto nel 1990 a soli 38 anni, colpito da un ictus cerebrale – ha segnato la moda italiana per essere stato il “re dei colori”. Stilista, imprenditore e modello, fondatore dell’omonima maison fiorentina. Figlio di un fabbricante di biciclette e di una venditrice di macchine per cucire, cresce respirando fin da bambino il mondo del tessile: tra gli aghi, i fili e la macchina da cucire della madre, Prato diventa la culla della sua creatività.
Prima di dedicarsi completamente alla moda lavora come scenografo teatrale e costumista, entrando poi nel settore sfilando come modello. Nel 1977, a soli 25 anni, il debutto che lo consacra: per primo tra gli stilisti italiani sfila a Parigi con la sua collezione prêt-à-porter, guadagnandosi il titolo di “enfant prodige” della moda italiana. Il suo stile, riconoscibile e inconfondibile, punta su l’uso insolito di colori sgargianti, paillettes e stampe fantasiose, diventando negli Anni 80 uno dei nomi simbolo del made in Italy, accanto a Versace, Moschino e Dolce&Gabbana.
Coveri resta sempre profondamente legato ai suoi affetti. Il nipote Francesco lo ricorda come uno zio molto presente in famiglia, che nonostante il successo raggiunto, la domenica andava a fare colazione e poi a messa con la mamma e la nonna. Una quotidianità semplice che conviveva con una vita mondana fatta di incontri con Andy Warhol, Madonna e Michael Jackson.
Dopo la sua morte, il patrimonio di fantasia e creatività passa alla sorella Silvana, da sempre la persona a lui più vicina. Ancora oggi Silvana, in qualità di amministratore unico, e il nipote Francesco, come direttore creativo, portano avanti la sua eredità alla guida della Maison Enrico Coveri.