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Ultimo aggiornamento: 15:21

Conte a La7: “Le primarie si faranno, io e Schlein siamo d’accordo”. Poi dal palco di Capalbio: “Se sarò premier, straccerò accordi con Israele”

Il leader del M5s chiude ogni dubbio. Poi la promessa: riconoscimento della Palestina in tempi brevi
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Le primarie nel campo progressista? Io ed Elly Schlein siamo d’accordo che si faranno. La politica estera non può rimanere fuori, sarebbe un’assurdità, fermo restando che, prima di indire le primarie, troveremo dei punti condivisi“. Con queste parole il presidente del M5s Giuseppe Conte chiude ogni dubbio, a margine dell’incontro di Capalbio Libri. Intercettato dall’inviata di La7 Isabella Ciotti durante la diretta di In Onda, l’ex premier conferma l’intesa raggiunta con Elly Schlein e ribadisce che la politica estera non potrà restare fuori dal confronto tra gli elettori del campo di centrosinistra.
Sul pranzo con la segretaria del Pd, il leader pentastellato afferma: “Abbiamo parlato di tutto e della situazione attuale ma era comunque un incontro già programmato. È ovvio che nelle primarie si parlerà di politica estera. È forse una delle sfide più qualificanti del Paese, dell’Europa e in questo momento anche dello scenario geopolitico internazionale”.

Le dichiarazioni arrivano poco prima dell’incontro a Capalbio, dove Conte ha presentato il suo libro “Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia” (ed Marsilio), dialogando con Roberto Napoletano sul palco del Teatro del Leccio.
Lì, davanti al pubblico della ventesima edizione del festival, l’ex presidente del Consiglio ha ribadito con chiarezza la propria linea: esiste una riflessione in atto all’interno dell’alleanza e la politica estera si esprime inevitabilmente attraverso il candidato, che avrà le proprie specificità sull’indirizzo politico.
Sul punto Conte non ha lasciato margini di ambiguità. Ha spiegato cosa farebbe se tornasse a Palazzo Chigi: la prima cosa sarebbe stracciare l’accordo di cooperazione militare con Israele e riconoscere lo Stato di Palestina in tempi brevi. Si spenderebbe poi in Europa, ha aggiunto, per imporre sanzioni economiche al “criminale di guerra” Benjamin Netanyahu.

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