I momenti difficili dopo la popolarità, tra vuoti e ricerca di identità - 3/4
Se l’esperienza nel programma segnò un prima e un dopo nella vita di Valeria Monetti, altrettanto complesso fu il periodo successivo, quando le luci dei riflettori si spensero e con esse anche le occasioni di lavoro che sembravano scontate: “Mollata ‘Buona Domenica’ di Costanzo si presentarono i problemi. Mi chiesi: ‘E adesso?’. Eravamo stati inseriti in questo mondo senza avere la preparazione adeguata. Vivevamo di telefonate e, all’improvviso, il telefono smise di squillare. Si erano conclusi i miei impegni quotidiani e dovetti mettermi a cercare lavoro. Mi sentii spaesata e purtroppo non fui brava a cogliere alcune occasioni che si presentarono all’orizzonte”.
È stato un periodo di apprendistato forzato, in cui l’attrice dovette fare i conti con un mondo, quello della fiction televisiva, molto diverso da quello teatrale a cui era abituata: “Non ero pronta. Feci una particina ne ‘La Squadra’, su Rai 3, ma altre chance di serialità sfumarono, come una sui vigili del fuoco per Mediaset. Sentivo di non possedere il linguaggio televisivo, quello del teatro non è identico a quello delle fiction. La consapevolezza l’ho acquisita una volta compiuti quarant’anni. Sono una lavoratrice del settore, riesco a vivere di questo e non è stato semplice. Ai ragazzi a cui insegno ripeto sempre che non è difficile arrivare, è difficile rimanere in sella. Serve tanto carattere. Le opportunità prima o poi arrivano, bisogna farsi trovare pronti”.