L'ombra dell'"epurazione" - 2/3
A far discutere non è tanto il cambio in sé — abituale nei rinnovi di palinsesto — quanto il sospetto, rilanciato da un’indiscrezione del Corriere della Sera, che dietro la scelta ci sia un regolamento di conti politico. Diversi articoli, riprendendo il retroscena del quotidiano, hanno usato esplicitamente la parola “epurazione”, riportando alla memoria un episodio che nell’estate del 2024 aveva fatto molto discutere.
Al Premio Strega 2024, condotto da Cucciari su Rai3, la conduttrice si era rivolta al pubblico con una battuta che alludeva ai fischi ricevuti dall’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano al Taobuk Festival di Taormina — fischi che nella messa in onda su Rai1 erano stati sostituiti da applausi. Rivolgendosi alla platea, la conduttrice aveva invitato il pubblico ad applaudire, ricordando che in diretta i fischi non si possono coprire.
Quella battuta si aggiungeva a un precedente già diventato virale l’anno prima, quando Sangiuliano, commentando i libri in gara al Premio Strega 2023, aveva ammesso di non averli ancora letti, salvo poi correggersi maldestramente. Cucciari aveva colto l’occasione per un commento pungente, chiedendo se il ministro fosse andato oltre la copertina, prima di invitare il pubblico ad applaudirlo.
Non è la prima volta che quella battuta viene tirata in ballo per spiegare presunti scivoloni nella carriera Rai della conduttrice: già nella primavera del 2024, quando circolò la voce di una sua possibile esclusione dalla conduzione dei David di Donatello a favore di Alessia Marcuzzi, un parlamentare del M5S l’aveva collegata proprio a quell’episodio, ricevendo una smentita piccata dallo stesso Sangiuliano.