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La nuova AI dell’esercito ucraino si chiama Marichka: “Da ore di studio a pochi minuti per agire sul campo di battaglia”

Il nome significa "piccola Maria". È un vezzeggiativo patriottico per un sistema che promette di cambiare le fasi operative nel conflitto con la Russia
La nuova AI dell’esercito ucraino si chiama Marichka: “Da ore di studio a pochi minuti per agire sul campo di battaglia”
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Dalle 6 alle 12 ore. È quanto ci mette un comandante di brigata o di reggimento dell’esercito ucraino per prendere una decisione – dopo aver analizzato una media di 20 rapporti – da attuare sul campo di battaglia. Un tempo troppo lungo, ma le cose potrebbero cambiare. In aiuto degli ufficiali arriva Marichka, il nuovo di sistema di intelligenza artificiale sviluppato appositamente per l’esercito di Kiev, che promette una accelerazione decisionale. “Si passerebbe da ore di studio a pochi minuti” assicura Yurii Kliat, il capo dell’Istituto centrale di ricerca delle forze armate ucraine.

Il nome significa “piccola Maria”. È un vezzeggiativo patriottico per una “creatura” che promette di cambiare le fasi operative nell’ambito del conflitto con la Russia, iniziato nel febbraio 2022 con l’invasione da parte di Mosca. L’intento dell’Ucraina è quello di essere sempre più autonoma nelle sue potenzialità difensive: avere un proprio sistema di intelligenza artificiale non è meno importante che poter produrre in patria i missili difensivi Patriot.

Durante la presentazione di Marichka, Kliat – come ha riportato il media Suslpine – ha affermato che al pari di ChatGPT, il sistema “consente la raccolta centralizzata delle informazioni, il calcolo del rapporto tra le potenzialità di combattimento e le possibili opzioni di intervento. La decisione finale in ogni caso spetterà al comandante”. A detta dei suoi creatori, Marichka sarà in grado di accogliere, elaborare e verificare i dati; calcolare automaticamente il rapporto tra forze e mezzi; calcolare le azioni da intraprendere in base a risorse e perdite; simulare la situazione su una mappa interattiva e informare gli ufficiali sui cambiamenti registrati durante le operazioni militari. Questo è quanto è dato sapere, il resto è segreto, così come i documenti che stanno “alimentando” Marichka e il suo sviluppo.

Il vice comandante dell’esercito ucraino, Andriy Lebedenko, ha ricordato che esistono già elementi di intelligenza artificiale nei sistemi che controllano alcune tipologie di armi, come i droni, e i radar, e che Kiev usufruisce già di un sistema che raccoglie e pianifica le informazioni. La “piccola Maria” dovrebbe rappresentare un salto di qualità e dovrebbe permettere di ridurre le truppe al fronte e ottimizzare quelle sul campo per una maggiore resa ed un minore rischio. L’obiettivo è questo, ed in parte si tratta di una strada già intrapresa. Il 4 giugno scorso il Wall Street Journal ha raccontato come alcuni team formati da pochi soldati abbiano utilizzato le immagini fornite da Vantor, un operatore satellitare commerciale con sede in Colorado (Stati Uniti) che lavora in collaborazione con l’azienda Bravo1Alpha (Olanda), con la Persistent Systems (Usa) e con l’azienda ucraina di difesa Burevii, per individuare possibili obiettivi e migliorare la precisione degli attacchi con i droni. Ricevendo le immagini su tablet e telefoni, i militari sarebbero riusciti a ridurre fino al 90% il tempo necessario per stimare la collocazione dei bersagli. Grazie a questa modalità, la scorsa primavera la Brigata 422 ucraina ha identificato un ex impianto agricolo convertito da Mosca in deposito di munizioni. Ora, in attesa di una pace che appare ancora lontana, al fronte si attende l’arrivo della “piccola Maria”.

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