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Usa bombardano l’Iran: “Colpite decine di obiettivi militari”. Riad lavora a coalizione per difendere il Mar Rosso dagli Houthi

Pakistan: "Proseguono negoziati su Hormuz". Pasdaran: "Lo Stretto resta chiuso finché durano le minacce Usa". Comando Usa annuncia la conclusione di una "serie di duri" attacchi contro Teheran. L'Arabia Saudita pensa a coinvolgere decine di Paesi contro il gruppo filo-iraniano yemenita per proteggere le navi mercantili
Usa bombardano l’Iran: “Colpite decine di obiettivi militari”. Riad lavora a coalizione per difendere il Mar Rosso dagli Houthi
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  • 10:17

    Pechino: “400 lanciamissili cinesi inviati all’Iran? Notizia infondata”

    La Cina ha respinto le notizie secondo cui avrebbe intenzione di fornire all’Iran 400 lanciamissili, definendole “false e prive di fondamento”. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle indiscrezioni relative a una presunta fornitura militare a Teheran.
    “I rapporti non sono veri e sono infondati”, ha affermato Mao, aggiungendo che Pechino ha già chiarito più volte la propria posizione sulla questione. “La Cina ha sempre svolto un ruolo costruttivo nel promuovere la pace e l’allentamento delle tensioni nei conflitti”, ha aggiunto la portavoce.
    Le dichiarazioni arrivano dopo un rapporto secondo cui Teheran sarebbe in procinto di ricevere dalla Cina fino a 400 sistemi missilistici terra-aria portatili (Manpads), tra cui modelli QW-12 e FN-16, per rafforzare le proprie capacità di difesa aerea a corto raggio. Secondo fonti citate dal sito di Reuters, l’eventuale accordo avrebbe un valore stimato tra 60 e 70 milioni di dollari.

  • 10:15

    Pasdaran: “Con l’aiuto di Dio Onnipotente, l’aggressore sarà punito oggi”

    “Con l’aiuto di Dio Onnipotente, l’aggressore sarà punito oggi”. Lo scrivono le Guardie rivoluzionarie iraniane citate dall’agenzia di stampa Fars. Lo riporta Al Jazeera. Le dichiarazioni dei Pasdaran giungono dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato di aver lanciato “potenti” attacchi contro l’Iran durante la notte, con esplosioni udite a Qeshm, Kish, Bandar Abbas, Abadan e Bushehr.

  • 10:06

    Pasdaran: “Hormuz resta chiuso finché durano le minacce Usa”

    “Lo Stretto di Hormuz non potrà essere riaperto finché continueranno le esagerazioni e le minacce delle autorità americane e la loro interferenza nei movimenti marittimi nella regione”. È quanto scrivono in una nota le Guardie Rivoluzionarie, come riporta Bbc Persian. “Le minacce e gli interventi renderanno la situazione più difficile e complicata”, aggiungono.

  • 10:04

    Il ministro della Difesa saudita ha incontrato ieri Trump e Vance

    Ieri il ministro della Difesa dell’Arabia Saudita Khalid bin Salman ha incontrato separatamente il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il vicepresidente JD Vance. Lo hanno riferito due persone informate sulla questione che hanno affermato che la decisione saudita di unirsi agli attacchi statunitensi contro le milizie filo-Iran in Iraq era volta a inviare un messaggio a Teheran, per far capire che non avrebbe tollerato che l’Iran o i suoi proxy prendessero di mira l’industria petrolifera saudita e altre infrastrutture critiche. Allo stesso tempo, il ministro della Difesa ha sottolineato a Trump e Vance che i sauditi desiderano un allentamento delle tensioni nel conflitto e che Washington e Teheran tornino al tavolo dei negoziati.

  • 09:58

    Islamabad: “Negoziati in corso tra Usa e Iran, in particolare su Hormuz”

    Nonostante l’intensificarsi dei combattimenti in Medio Oriente, priseguono le trattative tra Stati Uniti e Iran in primis sullo stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi. “Vorrei aggiungere che sono in corso negoziati tra le parti per normalizzare la situazione nello Stretto di Hormuz e favorire una de-escalation”, ha affermato il portavoce in un video pubblicato sull’account X del dicastero. “Stiamo facendo tutto il possibile per coinvolgere le parti nell’ambito del memorandum d’intesa di Islamabad”, ha dichiarato ancora il funzionario. “Esortiamo le parti a esercitare la massima moderazione e a rispettare pienamente l’impegno a riprendere i colloqui a livello tecnico per l’attuazione del memorandum d’intesa di Islamabad”. “Il Pakistan ribadisce che il dialogo e la diplomazia rimangono l’unica via percorribile. Accogliamo con favore ogni sforzo volto a sostenere la cessazione delle ostilità e a riprendere il dialogo tra Iran e Stati Uniti”, ha concluso il portavoce del ministero degli Esteri pachistano. Il Pakistan negli ultimi tempi ha rafforzato le proprie relazioni con la Casa Bianca e ha fatto da mediatore nel conflitto tra Usa e Iran.

  • 09:53

    New York Times: “L’attacco iraniano contro petroliere egiziane per dimostrare la potenza di Teheran”

    Due fonti iraniane hanno riferito al New York Times che l’attacco avvenuto ieri sera contro petroliere nel porto egiziano di Damietta è avvenuto per mezzo di droni, con l’intento di dimostrare che, qualora l’Iran decidesse di inasprire la situazione, potrebbe infliggere danni ancora più gravi all’approvvigionamento energetico e al trasporto marittimo globale. Le fonti non hanno specificato se l’attacco sia stato lanciato dall’Iran o da una milizia ad esso affiliata nella regione, né da dove.

  • 09:08

    Riad lavora a coalizione per difendere il Mar Rosso dagli Houthi

    L’Arabia Saudita sta cercando di costruire una coalizione internazionale per proteggere le navi mercantili nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi: lo riporta Al Monitor.
    La composizione della coalizione non è ancora stata definita ed è tuttora oggetto di discussione con decine di Paesi. Al Monitor sostiene che circa 50 Paesi sono stati invitati a aderire.

  • 09:07

    Houthi: “Non vogliamo imporre tasse per lo Stretto di Bab al-Mandab”

    Gli Houthi non hanno alcuna intenzione di imporre tasse per il transito nello Stretto di Bab al-Mandab poiché la loro attività nel Mar Rosso è “limitata unicamente al blocco delle navi saudite”. Lo ha detto al quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed, l’alto funzionario Houthi Hazam al-Assad smentendo la notizia pubblicata ieri dall’agenzia di stampa Reuters, secondo cui gli Houthi starebbero valutando l’ipotesi di imporre pedaggi per il transito nello stretto. Al-Assad ha detto ancora che “il divieto di transito per le navi saudite nel Mar Rosso, a Bab al-Mandab e nel Golfo di Aden continuerà fino alla revoca dell’assedio allo Yemen”, aggiungendo che gli Houthi dispongono di “una varietà di opzioni militari per un’escalation che indurrebbe l’Arabia Saudita a perseguire la pace e a porre fine all’assedio imposto al popolo yemenita”.

  • 09:06

    Pasdaran: “Dura risposta contro chi ci attacca”

    Le guardie della rivoluzione islamica iraniane hanno promesso una “dura risposta” contro gli Stati ritenuti responsabili di avere assistito gli Usa negli attacchi contro l’Iran. “I Paesi che si rendono responsabili di aver aiutato l’aggressore riceveranno una dura risposta se non correggeranno il loro comportamento”, si legge in una dichiarazione dei pasdaran, riporta dall’agenzia Fars. “Ieri sera, due petroliere, istigate da droni americani, hanno tentato di uscire dalla pericolosa rotta meridionale dello Stretto di Hormuz, ma dopo che un grave incendio è divampato in una di esse, entrambe le navi sono tornate rapidamente indietro”, aggiunge il comunicato, senza aggiungere altri dettagli. 

  • 09:05

    Wall Street Journal: “Presentato a Trump piano per campagna aerea di 10-14 giorni”

    Al presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato presentato un piano per un’intensa campagna aerea di 10-14 giorni volta a indebolire le capacità missilistiche di Teheran. Secondo fonti vicine alle discussioni citate dal Wall Street Journal, il piano, elaborato dall’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), rappresenterebbe una significativa escalation rispetto al precedente ciclo di attacchi. Il Wsj aggiunge che Trump starebbe anche valutando una risposta militare più limitata, lasciando comunque spazio alla diplomazia.  

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