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“Nordio ti metto dentro una R4”: la scritta su un muro a Roma con la sigla Br. Mattarella chiama il ministro per esprimere vicinanza

"Il richiamo agli anni più bui del terrorismo e alle Brigate Rosse è un fatto che va condannato senza alcuna ambiguità", dichiara la premier. Solidarietà al ministro anche dall'Anm
“Nordio ti metto dentro una R4”: la scritta su un muro a Roma con la sigla Br. Mattarella chiama il ministro per esprimere vicinanza
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Nordio ti metto dentro una R4” con accanto una stella a cinque punte e la sigla Br: è la frase scritta con uno spray rosso sul muro perimetrale di un edificio privato in via Portuense, a Roma, all’altezza del civico 473, poco distante dalla caserma dei carabinieri nell’ex ospedale Forlanini. Il riferimento è all’auto, la Renault 4 amaranto, nella quale il 9 maggio 1978 fu ritrovato in via Caetani il corpo di Aldo Moro, assassinato proprio dalle Brigate rosse dopo 55 giorni di prigionia. La scritta contro il ministro della Giustizia è stata notata mercoledì sera dai residenti ma, secondo le prime testimonianze raccolte, risalirebbe a tempo fa. Dai primi accertamenti è emerso che l’area interessata non è coperta da impianti di videosorveglianza.

Il ministro della giustizia ha ricevuto una telefonata dal presidente Mattarella, lo ha reso noto lo stesso Nordio: “Rivolgo un deferente ringraziamento al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la telefonata con la quale ha espresso la sua vicinanza in merito alle minacce da me ricevute da parte di sedicenti Brigate Rosse. Nel ringraziare il presidente, gli ho espresso il mio pensiero: il privilegio di servire lo Stato vale il rischio che tutti noi corriamo” dichiara il ministro.

Intanto sono tanti i messaggi di solidarietà rivolti al ministro Carlo Nordio. A partire della presidente del Consiglio: “Esprimo la mia piena solidarietà al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, destinatario di una gravissima e inaccettabile intimidazione. Il richiamo agli anni più bui del terrorismo e alle Brigate Rosse – dichiara Giorgia Merloni – è un fatto che va condannato con la massima fermezza, senza alcuna ambiguità. Al Ministro Nordio va la vicinanza mia personale e dell’intero Governo”, conclude la premier.

Dichiarazioni di solidarietà arrivano anche dai colleghi ministri e dal presidente del Senato: “Rievocare i crimini compiuti dalle Brigate rosse è un insulto alla memoria delle vittime e un intollerabile attacco allo Stato e alla nostra democrazia”, afferma Ignazio La Russa. Per la seconda carica dello Stato “nessun delirio eversivo e nessuna intimidazione potranno mai piegare l’azione delle istituzioni e il primato della legalità”.

Messaggi arrivano anche dai partiti di opposizione: “Con il ministro ci dividono idee profondamente diverse sulla giustizia e il confronto politico è stato spesso duro, ma nulla può mai giustificare intimidazioni o richiami alla violenza terroristica”, dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Partito Democratico. Interviene anche l’Associazione nazionale magistrati: “Le scritte apparse a Roma sono un dato inquietante su cui gli organi competenti sapranno fare piena chiarezza”, si legge nella nota dell’Anm.

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