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Spagna, Ceuta chiede al governo di dichiarare lo stato di emergenza per i migranti: 1500 arrivati a nuoto in una settimana

Le autorità della città autonoma affacciata sullo stretto di Gibilterra hanno chiesto a Madrid l’intervento dell’esercito: "Più di 300 persone al giorno". Oltre a molti giovani uomini, sono presenti anche famiglie con donne e bambini
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Migliaia di persone stanno attraversando il confine tra Marocco e Spagna per entrare all’interno del territorio di Ceuta. Le autorità della città autonoma spagnola affacciata sullo stretto di Gibilterra hanno chiesto al governo di Madrid di dichiarare lo stato di emergenza nazionale e di richiedere l’intervento dell’esercito. I video girati sulla spiaggia di Tarajal mostrano folle di persone che aggirano i frangiflutti e corrono lungo la spiaggia e le strade. Sebbene la maggior parte sembri composta da giovani uomini, sono presenti anche famiglie con donne e bambini. In tutto, fanno sapere le autorità, sono arrivate 1500 persone in una settimana.

Le scene di persone che attraversano in massa la frontiera, entrando nella piccola enclave spagnola, ricordano la crisi migratoria del maggio 2021, quando in oltre 8mila entrarono a Ceuta nell’arco di soli due giorni. Juan Jesús Vivas, presidente del governo regionale di Ceuta, ha chiesto che venga dichiarato lo stato di emergenza nazionale per motivi di sicurezza, chiedendo un rafforzamento delle forze di polizia e il dispiegamento dell’esercito lungo il confine. L’impiego di ulteriori agenti di polizia e militari, ha aggiunto, sarebbe necessario “per garantire l’inviolabilità della frontiera e la sicurezza dei cittadini”.

Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, si recherà d’urgenza a Ceuta venerdì, dopo la richiesta di intervento di Vivas. “Siamo in una situazione di assoluta emergenza umanitaria e sociale”, ha insistito il presidente del governo regionale di Ceuta ai microfoni di Cadena Ser. “Entrano circa 300 persone al giorno e il ritmo continua ad aumentare. Se non si interviene con decisione, fra un mese ci troveremo nella situazione del maggio 2021″. Secondo Vivas, gli arrivi “equivalgono a quasi il 2%” della popolazione, mentre circa 700 sono minori non accompagnati, sotto tutela dell’autorità locale, e oltre mille persone attendono di entrare nel Centro di permanenza temporanea per migranti, sopraffollato rispetto alla capacità di circa 500 posti.

In una nota, il ministero dell’Interno ha spiegato che la normativa sulla Protezione civile non consente di attivare il meccanismo di “emergenza nazionale” per i flussi migratori, ma solo in caso di calamità naturali o rischi tecnologici. L’esecutivo ha tuttavia confermato che Rabat “sta cooperando in modo leale e permanente con la Spagna” e che le forze di sicurezza marocchine stanno intercettando numerosi migranti prima che raggiungano le acque spagnole.

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