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“Ho un po’ esagerato con l’ossessione dell’immortalità”: il guru anti-età Bryan Johnson crolla dopo la diagnosi di una malattia incurabile

L'imprenditore americano, diventato celebre per il suo regime estremo contro l'invecchiamento, ammette i suoi dubbi a un mese dalla rivelazione di soffrire di una grave patologia autoimmune allo stomaco

di Redazione FqMagazine
La diagnosi shock della malattia auto-immune - 2/3

La diagnosi shock della malattia auto-immune - 2/3

A inizio luglio, Johnson aveva sorpreso i suoi sostenitori annunciando di essere affetto da gastrite autoimmune (AIG), una patologia che stimava colpire circa il due per cento della popolazione, spesso senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali. Con parole crude, aveva descritto la situazione dicendo che il suo stomaco si stava letteralmente “autodivorando”.

La diagnosi era arrivata dopo che l’imprenditore aveva rinnovato il proprio team medico in vista del lancio di “Immortals Care”, un programma di longevità dal costo di un milione di dollari l’anno. Proprio gli esami approfonditi condotti in quel contesto, tra cui un’endoscopia bidirezionale e analisi del sangue, avevano rivelato livelli elevati di anticorpi anti-cellule parietali, seguiti da una biopsia gastrica che ha confermato l’indebolimento della mucosa dello stomaco, segno distintivo della malattia.

Johnson ha raccontato di aver convissuto per decenni con un’altra patologia autoimmune, l’ipotiroidismo, diagnosticato già a 21 anni, e di aver attraversato in gioventù anni di alimentazione scorretta e una lunga depressione cronica legata alla pressione della paternità e dell’avvio della propria attività imprenditoriale. È in quel periodo, secondo il suo racconto, che il processo autoimmune avrebbe iniziato a svilupparsi.

La gastrite autoimmune non ha oggi una cura riconosciuta e può portare, nel tempo, a carenze nutrizionali, anemia e un rischio più elevato di sviluppare tumori allo stomaco. Nonostante questo, Johnson ha annunciato di voler affrontare la malattia con approcci sperimentali, dalla modulazione del sistema immunitario alla terapia cellulare avanzata, convinto che, nell’era dell’intelligenza artificiale e della biologia computazionale, nessuna condizione debba essere considerata incurabile solo perché nessuno ha ancora provato a curarla con gli strumenti di oggi.

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