Per anni ha promesso ai suoi milioni di follower la ricetta per vivere più a lungo e restare giovani. Oggi, per la prima volta come riporta il Daily Mail, Bryan Johnson getta la maschera e ammette pubblicamente un dubbio che fino a poco tempo fa sembrava impensabile per lui: forse ha spinto troppo oltre la sua battaglia contro l’invecchiamento.
Bryan Johnson ha 48 anni ed è un imprenditore statunitense diventato una delle figure più discusse del movimento “biohacking”, la pratica di modificare in modo estremo stile di vita, alimentazione e terapie mediche nel tentativo di rallentare o invertire i processi di invecchiamento. Ha costruito la sua notorietà globale attorno al progetto “Project Blueprint“, un protocollo quotidiano rigidissimo che comprende l’assunzione di oltre cento pillole al giorno, diete calibrate al millimetro, allenamenti intensivi e persino trasfusioni di plasma sanguigno ricevute dal figlio adolescente, un trattamento sperimentale che ha suscitato clamore e critiche nella comunità scientifica.
Il suo obiettivo dichiarato era ambizioso quanto controverso: rallentare, se non fermare del tutto, l’invecchiamento del proprio corpo, trasformandosi in un vero e proprio laboratorio vivente. Questo approccio gli ha fatto guadagnare milioni di follower sui social e un imponente seguito mediatico, ma anche numerosi scettici, che lo hanno accusato di promuovere un’ossessione malsana per la giovinezza eterna.