In Italia si preferisce lo pseudonimo come il figlio di Antonacci - 3/3
Da noi la formula cambia leggermente: niente carte bollate, ma nomi d’arte che cancellano il cognome pesante senza doverlo rinnegare all’anagrafe. Il caso più “famoso” è quello di Paolo Santo, autore di successo (ha scritto per Annalisa, Geolier, Achille Lauro) e figlio di Biagio Antonacci e Marianna Morandi, nonché nipote di Gianni Morandi: ha scelto di firmarsi con un nome tutto suo proprio per non dover fare i conti, ogni volta, con due dinastie musicali ingombranti. Ma nessun astio con la famiglia.
Il filo che lega questi casi, va detto, non è sempre lo stesso: c’è chi taglia i ponti per ferite familiari profonde (i Jolie-Pitt, con Brad Pitt finito più volte al centro di controversie familiari mai del tutto chiarite), chi lo fa per prendere le distanze da un genitore semplicemente troppo ingombrante, e chi, come Paolo Santo, vuole solo dimostrare di valere a prescindere dal Dna. In comune resta una cosa sola: il cognome, quando pesa troppo, oggi si può restituire al mittente.