Carolina Crescentini: "Abbiamo l'ossessione di piacere. Il mio lavoro mi dà occasione di essere orrenda" - 2/3
Per un’attrice è importante saper adattarsi al contesto in cui recita. A differenza del teatro, ha spiegato, la macchina da presa del cinema riesce a cogliere anche i dettagli più sottili: “Ti spia. A teatro il signore dell’ultima fila non lo vede. Il cinema invece è diverso: ti guarda fisso e becca tutto“. Interpretare una parte, per Crescentini, aiuta a conoscersi e a scoprire aspetti di sé che, in una società in cui conta sempre di più apparire, restano latenti: “Il problema è sempre questa ossessione che abbiamo di piacere. Invece il nostro lavoro ti dà una grande libertà: puoi essere anche sgraziatissima, puoi essere orrenda, sei tutelata dal personaggio. Puoi permetterti cose che nella vita magari non ti permetteresti”.
Prima di girare sul set, l’attrice ha una sua precisa routine di studio. La sceneggiatura viaggia con lei “come una coperta di Linus” e non mancano mai quaderni per annotare pensieri. Fondamentale anche entrare appieno nella storia del personaggio: “Mi faccio tutto un prospetto: da dove vengo, dove andrò, che cosa mi è successo nella scena precedente, che bagaglio emotivo ho”. In questo, la aiuta anche la musica, playlist personalizzate che crea apposta per l’occasione.