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“I miei genitori non approvavano questa carriera, c’è stato un lungo gelo. Un posto al sole? Ero un ripiego, ho avuto il ruolo solo perché un’altra rinunciò all’ultimo”: lo sfogo di Nina Soldano

L'attrice ha raccontato i suoi esordi, il lavoro con Baudo, Arbore, Vianello e Tinto Brass. E su Whoopi Goldberg: "Una diva, dividevamo il suo manicotto nelle giornate fredde"

di Redazione FqMagazine
“I miei genitori non approvavano questa carriera, c’è stato un lungo gelo. Un posto al sole? Ero un ripiego, ho avuto il ruolo solo perché un’altra rinunciò all’ultimo”: lo sfogo di Nina Soldano

Oltre vent’anni di set in una soap opera che ha appassionato migliaia di italiani, 5.500 puntate e un destino che, a suo dire, ha fatto tutto da solo “ed è fondamentale nelle carriere”. Nina Soldano, 63 anni, è ormai un tutt’uno con Marina Giordano, il suo personaggio di Un posto al Sole: “Questo iconico ruolo di cattiva era stato assegnato a una collega che all’ultimo momento rinunciò per girare ‘Orgoglio‘ – ha raccontato a Oggi.it – Io ero considerata troppo giovane, fui un ripiego”. Una sliding door. Da quel momento, la dark lady di Posillipo ha avuto un solo volto.

Prima della fama, però, Soldano è passata dalla gavetta: “Ci tengo a sottolineare che appartengo a una generazione capace di sudare, prima di arrivare al successo. Ne sono orgogliosa”. Nata a Pisa, l’attrice ha trascorso l’infanzia tra Manfredonia (Puglia) e lo Zambia, poi l’adolescenza a Riccione, dove si intrufolava alle feste, girava clip e saliva sul palco per le presentazioni. Lì, in qualche modo è partita la sua carriera. Poi, “appena finito il liceo, mi fiondai a Roma, a cercar fortuna. Un autentico salto nel buio, che i miei non approvarono nel modo più assoluto. Ci fu un lungo gelo con loro, a causa di questa ‘fuga’ nella Capitale”, ha confessato l’attrice. I rapporti con i genitori, poi, si sono distesi prima che morissero.

A Roma, Soldano si è affidata a varie agenzie, senza risultati. La svolta è arrivata nel 1985, quando ha ottenuto un provino con Pippo Baudo: “Cercava la valletta zingarella per Fantastico 6. Non dimenticherò mai il nostro incontro. Mi presentai al suo cospetto tremante, in perfetto orario, e Pippo mi apostrofò: “Era ora che arrivassi!”. Che fenomeno. È grazie a Baudo che ho imparato a gestire l’adrenalina del nostro lavoro”.

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