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“Alla Scala ero rimasto un pochettino scioccato. Ancora prima di vedermi alla sbarra avevano controllato se le mie articolazioni avessero flessibilità. E poi peso, massa muscolare. Oggi le cose sono cambiate”: parla Diego Tortelli

Il coreografo della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Milano Cortina 2026: dalla Scala all'Arena di Verona

di Redazione FqMagazine
Curiosità: dai musei ai rave, da Caracalla al Concerto di Capodanno - 2/3

Curiosità: dai musei ai rave, da Caracalla al Concerto di Capodanno - 2/3

Una delle caratteristiche che rendono Tortelli un artista particolarmente “instagrammabile” e fuori dagli schemi è la sua capacità di portare la danza in luoghi inaspettati:

Ha firmato Stanze\Rooms, una performance itinerante site-specific pensata per gli spazi della Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, trasformando le sale del museo in un percorso coreografico tra i quadri.
Ha curato le coreografie del Concerto di Capodanno trasmesso in diretta su Rai1 nel 2022.
Ha ideato Découverte, una creazione pensata per le suggestive Terme di Caracalla a Roma.
Ha firmato Body Ramen, una performance in due parti che affonda le radici nella cultura rave e nel clubbing, con un workshop dal vivo che trasforma gradualmente il pubblico da spettatore a parte attiva della “pista da ballo”.
Un filo conduttore emerge chiaramente dalle sue interviste: Tortelli rifiuta l’idea di rinchiudere la danza dentro un’unica definizione o un unico spazio. Racconta spesso di essersi formato tanto sui grandi nomi quanto sui coreografi meno conosciuti con cui ha lavorato da ballerino, sostenendo che siano stati proprio questi ultimi ad avergli lasciato di più, perché più liberi di sperimentare rispetto a chi deve gestire grandi ripertori.

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