Storie dal Mondo

“So che potrei morire, d’estate non fa mai buio e il ghiaccio toglie il sonno. Dai viaggi precedenti ho imparato a non dimenticare i pantaloni”: il velista Matt Rutherford sfida l’Oceano Artico

Oltre 16mila chilometri attraverso gli ambienti oceanici più ostili del pianeta, in una corsa contro il tempo, il ghiaccio e la possibilità di non farcela: nessuno è mai riuscito in questa impresa

di Redazione FqMagazine
“So che potrei morire, d’estate non fa mai buio e il ghiaccio toglie il sonno. Dai viaggi precedenti ho imparato a non dimenticare i pantaloni”: il velista Matt Rutherford sfida l’Oceano Artico - 2/4

Rutherford: “Nell’Artico d’estate non fa mai buio, spezzo il sonno in piccoli blocchi”

Adesso, per la nuova missione nell’Artico, Rutherford ha messo in valigia diverse paia di pantaloni. E si è equipaggiato e preparato per seguire una rotta che attraverserà l’Atlantico, la costa russa lungo la rotta del Mare del Nord e il passaggio a nordovest attraverso l’arcipelago artico canadese. “Il primo punto critico è ancora completamente ghiacciato. In realtà potrebbe non aprirsi prima del 7 o 8 agosto”, ha spiegato il navigatore. La preoccupazione degli iceberg toglie il sonno. E per di più, nell’Artico “d’estate non fa mai buio. Posso riposare solo a intervalli di circa 20 minuti, il che è davvero terribile. Cerco di spezzettare il sonno in piccoli blocchi, qualunque essi siano, durante la ‘notte’, per così dire. E prepararmi una tazza di caffè ogni volta che, fondamentalmente, rinuncio a cercare di riposare. Vivo giorno per giorno, cercando di mantenermi riposato. Questa è una delle cose più importanti: cogliere sempre l’occasione”. L’altra variante da tenere in considerazione è il meteo: “Puoi imbatterti in tempeste e in qualsiasi tipo di maltempo”. E per ogni evenienza bisogna essere pronti: avere un riparo e strutture di protezione sulla barca

Precedente
Precedente
Successivo
Successivo
Playlist

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.