Lauro: “La mia inquietudine è benedizione e maledizione” - 2/4
Achille Lauro è mosso da “inquietudine. Ne ho tanta. È una benedizione, ma anche una maledizione. Non riesco mai a vedere davvero il traguardo”.
La stessa inquietudine che ha reso “la mia adolescenza romana piuttosto frizzante. Ma non rinnego nulla. Anzi, credo che tutti quei puntini, che allora sembravano messi lì a caso, oggi abbiano trovato un senso”.
Sebbene nato a Verona da una famiglia della classe medio-alta — il padre Nicola De Marinis è un magistrato e la madre Cristina Zambon si è dedicata nel tempo al volontariato — Lauro cresce nella periferia della Capitale, principalmente nel quartiere Montesacro. A soli 14 anni, a seguito di gravi difficoltà economiche e della decisione dei genitori di trasferirsi in un’altra regione, il giovane sceglie di restare a Roma, andando a vivere in una comune.