L'omelia: "Ovunque andasse creava una piccola fraternità" - 2/3
La funzione religiosa ha tracciato il profilo di un uomo fortemente radicato nel tessuto sociale e sportivo locale, operante da un paio d’anni come allenatore della squadra di pallavolo femminile Progetto Intesa di Cadelbosco. Il parroco, don Davide Poletti, ha delineato la sua figura ricordando come Magnani abbia “vissuto qui come catechista, giocatore e allenatore i passi della sua fede e della sua vita”. Sempre la Gazzetta di Reggio riporta le parole pronunciate dal sacerdote durante l’omelia per sottolineare il peso della perdita per l’intera comunità: “È la quarta persona giovane per la quale, nel giro di poco tempo, ci troviamo nella nostra unità pastorale a raccoglierci e pregare. È difficile e immagino il dolore che portate dentro per questa morte ingiusta, precoce e violenta. Stringiamoci, preghiamo vicini e sosteniamoci nell’amore”.
Don Poletti ha poi condiviso un aneddoto sulle origini e le passioni del 41enne: “In questi giorni ho chiesto chi era Alessandro a un amico. Alessandro era cresciuto in via Bismantova, organizzando tornei di pallavolo nei quartieri. Ovunque andasse creava una piccola fraternità. Era un caloroso tifoso della Reggiana, ma soprattutto del Napoli. Ha donato gli organi, tutto ciò che è stato possibile espiantare”. A margine della funzione, la madre di una delle ragazze allenate dall’uomo ha aggiunto una testimonianza diretta sulle sue qualità umane: “Alessandro ha lasciato dei germogli che i ragazzi si porteranno dietro. È stato un onore conoscere una persona così straordinaria”.