C’è chi parte all’alba per evitare il traffico, chi programma soste ogni due ore e chi considera già il viaggio parte della vacanza. Cambiano le abitudini, ma una cosa resta uguale: l’auto è ancora la regina dell’esodo estivo. A dirlo è una ricerca YouGov realizzata per Ford, secondo cui 8 italiani su 10 la scelgono per raggiungere la meta delle vacanze o tornare nella propria regione d’origine, soprattutto per la libertà di movimento, l’autonomia negli spostamenti e il comfort che offre.
Quattro modi di vivere il viaggio
Non tutti, però, affrontano la strada allo stesso modo. Dalla ricerca emergono quattro profili di viaggiatori che raccontano esigenze e stili diversi, ma accomunati dalla voglia di arrivare a destinazione con il minor stress possibile.
- C’è il viaggiatore di famiglia, generalmente tra i 35 e i 45 anni, che organizza la partenza nei minimi dettagli: orari strategici, soste pianificate e bagagliaio ottimizzato. Per lui il viaggio deve essere soprattutto tranquillo, sicuro e confortevole per tutti.
- C’è poi il giovane connesso, tra i 18 e i 34 anni, che vive il tragitto come parte integrante della vacanza. L’auto significa libertà, mentre musica, mappe digitali e smartphone accompagnano ogni chilometro.
- Il terzo profilo è quello del guidatore responsabile, che affronta le lunghe percorrenze con particolare attenzione alla sicurezza. Pianifica le pause, cerca di prevenire la stanchezza e guarda con interesse alle tecnologie che possono alleggerire la guida nei tratti più impegnativi.
- Infine c’è il viaggiatore tech, curioso verso le innovazioni e orientato all’efficienza: per lui l’obiettivo è ridurre lo stress del tragitto e arrivare a destinazione con più energie da dedicare alla vacanza.
Più autonomia, meno vincoli: così gli italiani vivono il viaggio su quattro ruote
La distanza media percorsa durante le vacanze è di circa 500 chilometri per tratta, ma il 7% degli automobilisti affronta viaggi superiori ai 1.000 chilometri. A spingere gli italiani verso l’auto è soprattutto la possibilità di muoversi liberamente una volta arrivati a destinazione (58%), seguita dall’autonomia negli spostamenti (54%) e dal comfort del viaggio (52%).
Le motivazioni cambiano anche in base all’età. Gli over 54 associano maggiormente l’auto a praticità e indipendenza, mentre tra i 18 e i 34 anni pesa di più l’assenza di valide alternative di trasporto, indicata dal 24% degli intervistati contro il 17% della media.
Traffico e stanchezza, i veri nemici dell’esodo
Se partire in auto significa libertà, le lunghe percorrenze hanno anche il loro rovescio della medaglia. Dopo molte ore al volante, il 43% degli automobilisti dichiara di avvertire stanchezza generale, mentre il 40% parla di affaticamento fisico. Il traffico è il principale elemento di stress per il 34% degli intervistati, con un’incidenza ancora maggiore tra gli over 55 (39%). I più giovani, invece, lamentano soprattutto stanchezza agli occhi e sonnolenza.
Tra i dati più significativi della ricerca c’è quello relativo ai colpi di sonno: il 32% dei patentati racconta di averne sperimentato almeno uno durante la guida e, tra questi, circa un terzo afferma che l’episodio si è verificato più volte. Nonostante questo, gli italiani sembrano aver sviluppato alcune buone abitudini. Il 72% effettua una pausa entro le prime tre ore di viaggio, mentre oltre otto automobilisti su dieci preferiscono guidare prevalentemente nelle ore diurne.
Musica, chiacchiere e compagnia: così si affrontano i chilometri
Per rendere il viaggio più piacevole e mantenere alta l’attenzione, la strategia più diffusa è ascoltare musica o la radio, scelta dal 63% degli intervistati. Seguono le chiacchiere con i compagni di viaggio (55%), mentre tra i più giovani aumentano anche quelli che cantano durante il tragitto. Quanto alla compagnia ideale, il partner resta il compagno di viaggio preferito per il 62% degli italiani, davanti ai familiari (47%) e agli amici (37%). Solo una piccola quota, pari al 5%, preferisce affrontare la strada in solitaria.
L’aiuto della tecnologia
In questo scenario, i sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) assumono un ruolo sempre più centrale per la sicurezza stradale, specialmente a fronte di un dato critico: il 32% dei guidatori ammette di aver avuto almeno un colpo di sonno al volante, un’esperienza vissuta più volte da un terzo di loro. La stanchezza e i colpi di sonno rappresentano infatti il rischio maggiore durante la guida in autostrada per il 53% degli automobilisti. Di conseguenza, l’86% dei patentati riconosce l’utilità degli ADAS per aumentare la sicurezza nei lunghi viaggi (54%), in autostrada (49%) e durante la guida notturna (47%). L’attenzione del pubblico si sta progressivamente spostando verso la guida assistita di Livello 2, una tecnologia attualmente conosciuta dal 25% degli intervistati (in particolare Millennial e Gen–Z) e già testata dal 6%.
Questi sistemi gestiscono autonomamente l’accelerazione, la frenata e il mantenimento della corsia, richiedendo però che il conducente rimanga costantemente vigile. Un esempio applicativo presente sul mercato è il Ford BlueCruise, un sistema “hands-free” disponibile su alcuni modelli. Sulle tratte autostradali approvate, la tecnologia consente di togliere le mani dal volante mentre un sistema di telecamere a infrarossi monitora lo sguardo di chi guida. In caso di distrazione o sonnolenza, il software innesca una sequenza di allarmi per richiamare l’attenzione, arrivando fino all’arresto graduale e in sicurezza del veicolo in assenza di reazioni. Dinamiche che spiegano perché oltre otto patentati su dieci, tra coloro che conoscono il Livello 2, ne identifichino i vantaggi primari proprio nell’aumento della sicurezza (85%) e nella riduzione della stanchezza (81%) sulle lunghe percorrenze.