La rivelazione di Bobby Solo: "Per tre volte ci hanno puntato la pistola contro" - 2/3
Ma non è la prima volta che Bobby Solo si trova in situazione, diciamo, strane… «Una volta con Enrico Ciacci – racconta ancora a Gente – il fratello di Little Tony, chiedemmo i soldi al para-mafioso proprietario di un locale dove s’era presentata poca gente: estrasse dal cassetto una pistola nera e la mise sul tavolo. Ce ne andammo. Sempre con Ciacci, che aveva trattenuto il compenso di una serata non fatta dal fratello, una notte in Australia entrarono in camera due tizi che spararono un colpo in aria nel buio dicendo: “Ridate quel denaro!”. E poi sparirono».
Finito qui? Ma figuriamoci: «Una volta dovevamo suonare nel paese di Nicola Di Bari, e minacciava molta pioggia. C’era un tizio un po’ “tatuaggiato”, ma non de modernità, più de prigggione. Aveva una grossa croce sui peli bianchi del petto. Il mio manager, Michele Grillo detto ’O Curto, gli si rivolse dicendo: “Ora noi per esibirci vogliamo il doppio”. Quello prese una pistola da dietro il bancone del bar e gliela puntò alla tempia. ’O Curto era pietrificato. Mi buttai in ginocchio a implorare: “No, no… La prego. Siamo amici di Nicola Di Bari!”. Quello tolse il proiettile dal caricatore, me lo diede e disse: “Tienilo per ricordo”». La musica è cambiata, i guadagni anche. «Morti anche i cd, se vuoi tenere gli standard devi fare 60 serate, compresi i palazzetti da 5.000 persone».