Maiali morti e agonizzanti sui camion, senza poter bere e con oltre 45 gradi. Nelle prime settimane di luglio il team investigativo di Essere Animali è tornato a documentare il trasporto di animali vivi durante le giornate di caldo estremo. Quest’anno le attività si sono concentrate vicino ai tre principali macelli di maiali italiani destinati anche alla filiera DOP, situati in Emilia-Romagna e Lombardia, nelle province di Modena e di Mantova e hanno previsto l’utilizzo non solo di una pistola termica, ma anche, per la prima volta in Italia, di una termocamera, uno strumento che misura la temperatura rilevando la radiazione infrarossa emessa dagli oggetti e convertendola in un’immagine termica visibile. La strumentazione utilizzata ha registrato temperature interne ai camion fino a 45 gradi.
In totale gli attivisti hanno monitorato circa dieci camion per ogni macello, per un totale stimato di circa 15mila maiali (1.500 per stabilimento). Tutti gli animali osservati mostravano segni riconducibili a stress termico. Le problematiche documentate dall’associazione includono: animali morti e altri in evidente stato di sofferenza, lettiera insufficiente, lo scarso strato fa sì che gli animali entrino in contatto diretto con il pavimento metallico del camion, mancanza di accesso all’acqua, densità troppo elevata per le condizioni di trasporto ad alta temperatura, ventole spente durante le soste.
Essere Animali ha documentato la presenza di una decina di maiali morti all’interno del macello, di cui uno deceduto sicuramente durante il trasporto. Le immagini, riprese con un drone, mostrano l’animale mentre viene scaricato dal camion con un muletto e successivamente gettato in un cassone destinato alla raccolta degli scarti di macellazione.
Per i viaggi nazionali al di sotto delle 8 ore la normativa attuale in tema di trasporto di animali vivi (Regolamento N.1/2005) non obbliga a rispettare temperature massime, né prevede che gli animali debbano avere accesso all’acqua, una lacuna molto grave nella normativa. Come Essere Animali denuncia da anni infatti, l’attuale regolamento non è affatto sufficiente a proteggere gli animali durante la fase di trasporto, ma crea una vasta zona grigia non regolamentata che non permette di intervenire in modo appropriato nel momento in cui il benessere degli animali non è rispettato.
“Le leggi attuali forniscono solo dichiarazioni vaghe per i viaggi nazionali, ma è fondamentale precisare che comunque nel Regolamento UE è previsto che nessuno è autorizzato a trasportare o a far trasportare animali in condizioni tali da esporli a lesioni o a sofferenze inutili: per questo motivo riteniamo che i viaggi documentati dal nostro team sulle autostrade italiane in questo atroce periodo estivo siano comunque al di fuori del perimetro della legalità e per questo presenteremo degli esposti alle autorità contro tutti gli soggetti coinvolti” dichiara Chiara Caprio, responsabile relazioni istituzionali di Essere Animali.
Proprio a seguito delle prime immagini diffuse da Essere Animali a inizio mese, il 10 luglio il Ministero della Salute ha emanato una nota ministeriale con l’obiettivo di ribadire a tutte le autorità preposte la necessità di far valere anche le minime garanzie previste oggi dalla normativa, in particolare la necessità di prediligere viaggi nelle ore meno calde della giornata e nella giusta densità, di porre attenzione al funzionamento dei ventilatori e dei rilevatori di temperatura, così come alla presenza di abbeveratoi appropriati alla specie trasportata e al loro corretto funzionamento.
“Abbiamo apprezzato l’emanazione una nota sulla tutela della salute e del benessere degli animali trasportati in queste settimane da parte del Ministero della Salute, ma siamo ancora lontani da una tutela reale – aggiunge Caprio – solo durante i nostri monitoraggi sono state documentate decine i camion che trasportavano animali sofferenti o addirittura morti proprio durante il picco di calura, una condizione inaccettabile e che rende evidente la necessità di una normativa dedicata e puntuale, che sia in grado di vietare in modo chiaro e netto il trasporto con temperature estreme anche per i viaggi nazionali sotto le otto ore. La crisi climatica richiede adeguamenti normativi urgenti e non più rimandabili: a livello nazionale possiamo e dobbiamo introdurre indicazioni che tengano conto delle specificità climatiche del nostro Paese a partire già dalla fine della primavera”.