Gerry Calà e la crisi degli anni '80, con l'aiuto di Maria Rita Parsi - 4/4
Calà non ha nascosto d’aver attraversato fasi complesse nel corso degli anni Ottanta, quando si trovava al culmine della popolarità. In quell’occasione fu fondamentale il supporto della psicoterapeuta Maria Rita Parsi: “Mi aiutò la dottoressa Maria Rita Parsi, la cui scomparsa mi ha addolorato tantissimo. Diventammo amici e quindi interrompemmo la terapia. E poi fece persino parte del mio team quando abbiamo scritto le sceneggiature per la serie ‘Professione vacanze'”.
Analizzando la risposta dei ventenni che affollano i suoi concerti e cantano i brani degli anni ’60, ’70 e ’80, lo showman ha espresso la sua visione sull’evoluzione del costume e del linguaggio, mettendo a confronto il corteggiamento di ieri e quello di oggi: “I comici si sentivano molto più liberi, non si autocensuravano. Nel mio spettacolo c’è un monologo su come si fidanzano i ragazzi del 2026. Noi conquistavamo le ragazze con il ballo lento in pista, loro si mettono insieme su WhatsApp e si lasciano su TikTok. L’esortazione è: ‘più contatto, meno chatto'”. Quanto al futuro, dopo l’infarto subito nel 2023, Calà ha chiarito quale sarà il suo approccio sul set: “Dopo l’ultimo film in cui ho fatto sia il regista che l’attore mi è venuto un infarto e quindi ho deciso che o faccio l’una o l’altra cosa”.