La denuncia di Luca Abete: "Ce l'ho con gli adulti distratti" - 3/4
Nel video pubblicato sui propri profili, Abete ha chiarito di non voler limitare la libertà d’espressione né di voler attaccare personalmente i due giovani rapper, focalizzando la critica sul comportamento della platea adulta e dei broadcaster: “Credo che nessuno in Italia pensi che insultare o ridicolizzare i carabinieri sia una cosa intelligente. Eppure accade. E nessuno si scandalizza. Fermi tutti, so cosa starete pensando: Luca Abete è il classico boomer, questa è libertà di espressione, è riscatto delle periferie. Ok, perfetto. Anch’io difendo la libertà di espressione, ma vorrei fare una precisazione: io non ce l’ho con i ragazzi, tantomeno con i due che cantano. Ce l’ho con il mondo degli adulti, con gli adulti distratti, quelli che si indignano quando una baby gang pesta un coetaneo e poi però applaudono, premiano e trasformano in business questi messaggi, che il rispetto lo hanno frantumato abbondantemente in un ritornello”.
L’inviato di Canale 5 si è poi interrogato sulle dinamiche commerciali che regolano la televisione e le piattaforme di streaming: “Ma è possibile che nessuno si sia fermato a dire: ‘Ragazzi, forse questa no, forse è fuori luogo, forse è un po’ troppo’? Davvero nessuno? Oppure in certi ambienti il coraggio finisce dove iniziano gli ascolti? Perché il problema non è una canzone contro i carabinieri; il problema è un Paese che a volte applaude ciò che il giorno dopo dice di voler combattere. Ipocriti”.