Shia LaBeouf, durante un panel dedicato a “Transformers” al Fanboy Expo di Knoxville, in Tennessee, ha raccontato alcuni retroscena piuttosto imbarazzanti sui set dei film che lo hanno reso famoso da adolescente, “Charlie’s Angels: Full Throttle” e “Holes”, entrambi usciti nel 2003.
L’attore, oggi 40enne, ha rivelato che suo padre Jeffrey Craig LaBeouf, che all’epoca lo accompagnava spesso sui set, aveva l’abitudine di provarci con le sue colleghe. Secondo quanto riportato da People, Shia ha raccontato che il padre era “appena uscito di prigione” quando si trovarono sul set di “Charlie’s Angels”, circondati da quelle che lui stesso ha definito “tutte quelle belle ragazze in giro”, aggiungendo che la cosa si sarebbe rivelata “una brutta idea”.
Nel mirino delle attenzioni non richieste del padre di LaBeouf ci sarebbero finite tutte e tre le protagoniste del film, Cameron Diaz, Drew Barrymore e Lucy Liu. Proprio quest’ultima, ha raccontato l’attore, non riusciva proprio a sopportarlo: pur non potendo allontanarlo dal set, dato che si trattava del padre del giovane collega, Liu avrebbe iniziato a evitarlo sistematicamente, facendo “grandi giri” attorno al suo camerino pur di non incrociarlo, infastidita dal fatto che l’uomo la “fischiettasse” di continuo.
Ma l’episodio più clamoroso raccontato da Shia riguarda Sigourney Weaver, sua coprotagonista in “Holes”. Il padre dell’attore, a suo dire “cacciato da così tanti set”, avrebbe provato ad approcciarla, ricevendo in cambio un vero e proprio schiaffo direttamente sul set del film.
Si tratta di ricordi personali raccontati da Shia LaBeouf durante un evento pubblico, non confermati né smentiti dalle dirette interessate: al momento non risultano dichiarazioni ufficiali da parte di Weaver, Liu, Diaz o Barrymore.
Jeffrey Craig LaBeouf negli anni ha avuto un rapporto complicato con il figlio, raccontato dallo stesso Shia nel film semi-autobiografico “Honey Boy” (2019). L’uomo, veterano del Vietnam ed ex clown professionista, fu condannato per tentato stupro e scontò la pena in carcere tra il 1981 e il 1983. Nonostante il passato turbolento, negli ultimi tempi padre e figlio si sarebbero riavvicinati: una fonte vicina a Shia aveva raccontato a People che uno dei motivi del trasferimento dell’attore a New Orleans sarebbe proprio la volontà di trascorrere più tempo con lui.