Il segretario del Pd di Ercolano festeggia con l’uomo del clan la vittoria alle elezioni. I dem commissariano il circolo
Sconquasso nel Pd di Ercolano. Un video sui social ritrae il segretario del Pd, Antonello Cozzolino, che festeggia in pizzeria la vittoria elettorale di fine maggio alle amministrative in compagnia dell’ex narcos Natale Saurino, in passato latitante e condannato per associazione camorristica. Lo pubblica la testata NapoliToday, e in poche ore deflagra il caso politico.
Il segretario provinciale dem Francesco Dinacci e quello regionale Piero De Luca commissariano il partito. “Le immagini e le frasi circolate in queste ore su Ercolano sono incompatibili con i nostri valori”. La neo sindaca Antonella Garzia viene colpita dalle polemiche e dice: “È doveroso fare piena luce ai riferimenti di quel video e alla presunta “scommessa da pagare”, non bisogna sottovalutare. I voti della camorra non li vogliamo”.
Infatti nel video di circa 30 secondi si ascolta Cozzolino dire: “Pagherò la mia scommessa, Natale”. Erano presenti anche i consiglieri comunali da lui appoggiati alle elezioni tra cui Marco Cozzolino, eletto in consiglio comunale con 1111 preferenze, e Nancy Scognamiglio (977 voti). Antonello Cozzolino ha spiegato che quelle parole sulla “scommessa” erano relative all’esito delle elezioni e al fatto che avrebbe pagato quella pizza. “Ero invitato a quella festa organizzata dalle Unioni Cattoliche Operaie, mi sono trovato a tavola con Natale Suarino e la sua famiglia, ho davvero pagato la pizza, non ho mai avuto rapporti con Suarino, che ha scontato la sua pena e circola liberamente, e nemmeno con le Uco fino a quella sera”.
I Saurino sono una famiglia da sempre legata al clan Ascione-Papale, rivali storici ad Ercolano del cartello dei Birra-Iacomino. Nel secolo scorso la città fu teatro di una sanguinosa faida tra questi clan. Natale Saurino, al quale si rivolgeva l’ormai ex segretario del Pd Antonello Cozzolino, è pregiudicato per reati connessi al traffico di droga e fu catturato da latitante in Spagna, nei pressi di Girona.
Il video è arrivato all’attenzione delle forze dell’ordine, della Dda di Napoli e della Prefettura. E già si calano ombre e si pensa al possibile invio di una commissione d’accesso. Ad Ercolano, una delle città che erano diventate il simbolo della lotta alla camorra e al pizzo. “Città liberata dal racket”, si scriveva qualche anno fa.