Il secondo episodio: la richiesta della guardia giurata - 2/2
Dopo essere riuscita ad allontanarsi, la donna ha camminato per alcuni chilometri fino a incontrare un’auto di una guardia giurata con le luci di emergenza accese. Stephanie ha utilizzato un’app di traduzione sul telefono per spiegare quello che era successo e l’uomo si è offerto di accompagnarla al suo alloggio. Sembrava finalmente il momento di sentirsi al sicuro, ma anche questa volta la situazione ha preso una piega inaspettata. “Si è fermato in un vicolo e ha insistito per tradurre dal mio telefono. Alla fine gli ho dato il telefono quando si è fermato e lui ha digitato: ‘Cosa farai per me se ti accompagno a casa?’ Così ho fatto la stessa cosa. La portiera era aperta e sono corsa in un vigneto”.
Stephanie è riuscita ancora una volta a scappare e ha deciso di raggiungere l’hotel a piedi, nascondendosi ogni volta che vedeva dei fari in lontananza, per evitare altri incontri. Durante il tragitto si è fermata anche davanti ad alcuni distributori automatici per acquistare qualcosa da bere, in modo che le transazioni potessero lasciare una traccia nel caso fosse stato necessario ricostruire i suoi spostamenti.
Una volta rientrata nella sua sistemazione, la donna ha raccontato di aver passato la giornata successiva a piangere. Quando ha poi rivisto il gruppo di kitesurf, gli amici sono rimasti sconvolti dal racconto. Nonostante la brutta esperienza, Stephanie ha voluto chiarire che quanto accaduto non rappresenta l’Italia e gli italiani: “Non è assolutamente una cosa tipica degli italiani”, ha spiegato, sottolineando che l’uomo conosciuto al bar era un espatriato europeo. Purtroppo, a me e a molte mie amiche sono capitate cose ben peggiori qui in Australia. Vorremmo poter dire che si tratta di un problema limitato ad altri Paesi, ma i tassi di violenza domestica e il numero di donne uccise in Australia dimostrano che non siamo al sicuro nemmeno qui”. Dopo quanto accaduto, il sogno di acquistare una casa in Italia è però momentaneamente rimasto sospeso: “Non credo che andrò in Italia per lavorare a un progetto, a meno che non ci sia qualcuno con cui condividerlo”.